Tell The Owl – Argomento ⑫: Oltre la vita

Ultimo gufo. Peccato, mi stavo divertendo assai.

L’argomento di oggi è un argomento molto allegro, di quelli di cui si finisce a discutere spesso in un bar in riva al mare con un cocktail in mano e un gruppo musicale armato di ukulele in sottofondo: la morte.

Specifico intanto che mentre sto scrivendo questo articolo ho una gradevole sinfonia di esplosioni e morti ammazzati che arriva dalla tele: ringraziamo mia sorella, anima bella che se la sta scialando giocando al reboot di Tomb Raider. Mi sembra una colonna sonora appropriata per questa discussione (tra parentesi, Lara ha appena recuperato il lanciagranate. Adoro il lanciagranate).

Tornando in tema, la morte, ma soprattutto la vita oltre la morte. E’ un argomento molto complesso. Come molti tra di noi, sono abbastanza convinta sulla veridicità della teoria della reincarnazione: non riesco proprio a pensare che viviamo una vita sola. Ogni vita è un’anima, considerato il numero di esseri umani che sono passati per questa terra dovrebbero esserci fantastiliardi di anime: sovrappopolazione in paradiso? Ma non prendetemi in giro. Non riesco proprio a concepirla. A parte questa considerazione, ci sono altre cose che mi fanno pensare alle veridicità della reincarnazione: il processo naturale, ciclico, di vita e morte e vita.

In realtà la reincarnazione per me è sempre stata una considerazione naturale: non mi è mai passato per l’anticamera del cervello che potessimo vivere una sola vita, neanche da piccola. E’ una considerazione molto istintiva a dire il vero, più che figlia di una riflessione vera e propria.

C’è anche la questione del rapporto vivi/spiriti: se è vero che gli spiriti dei morti rimangono in qualche modo sulla terra e possiamo contattarli, che fine fa la teoria della reincarnazione? Io la penso un po’ come gli antichi in realtà, ringraziando Ennio che ne ha accennato: dopo la morte, l’anima continua il suo ciclo di reincarnazione/discesa verso gli inferi/quello che è, ma una parte, un’impronta di quell’anima rimane sulla terra, come una sorta di collegamento, a compiere quelle azioni che possono essere da guida a chi è rimasto indietro (una mia personale interpretazione: in realtà Ennio parlava semplicemente dell’ombra di Omero che gli veniva in sogno e gli diceva che lui era se stesso reincarnato…modesto). In ogni caso questa questione è stata spunto di riflessione.

Ho notato che molti credono che ci sia un punto di transizione tra una vita e l’altra, come se l’anima si fermasse, tirasse le fila, e poi ripartisse. Credo che la questione andrebbe approfondita: personalmente sono anch’io convinta che esista un luogo da cui le anime dipartono, e a cui ritornano alla fine di una vita. Di che tipo di luogo si tratti io non ne ho la più pallida idea, ma credo, anche se forse mi sbaglio, che non sia così lineare come potrebbe sembrare.

Mi spiego un secondo: per me l’anima, nel suo processo di reincarnazione vita dopo vita, si ferma in un luogo che io personalmente considero come completamente fuori dal tempo, e da cui poi riparta, ma non in una progressione lineare. Penso piuttosto che il ciclo di reincarnazione balzi avanti e indietro nel tempo, così che io nella mia prossima vita potrei essere un antico romano, e in quella dopo vivere nello spazio, e in quella dopo ancora essere un pirata dei Caraibi. Le anime si formano secondo un percorso diverso per ciascuna, a seconda delle lezioni che bisogna apprendere. E siccome nascono saggi in tutte le epoche, fin dall’antichità, faccio fatica a credere che i primi saggi fossero alla propria prima vita. E parlo anche di quelli che non conosciamo. Ecco perchè possiamo avere visioni del futuro: e se in realtà fossero ricordi del passato? E viceversa? *DADAN!* Insomma, è una teoria che assomiglia più a una puntata del Doctor Who, ma a me piace pensarla così, non riesco a concepire la vita oltre la morte come “lineare”. Non mi sembra logico. Ovviamente sono pronta a essere smentita.

Come al solito ho straparlato e non ho fatto un discorso vero e proprio e ho dimostrato di guardare troppa fantascienza. Mi mancherà il gufo, mi mancheranno queste riflessioni e queste sorta di discussioni con voi e con me stessa. Spero che venga a farsi un altro giro da queste parti. Nel frattempo saluto e ringrazio la nostra Skayler che ha avuto questa brillante idea e l’ha portata avanti per tutto questo tempo. E mi scuso se ci ho messo un’epopea per completarlo. Arrivederci caro gufetto!

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Tell The Owl – Argomento ⑪: Luoghi con energie particolari – Genius Loci

Temo che questo articolo sarà paurosamente breve (che novità). Ma cercherò di dire il più possibile.

Ordunque, luoghi di potere e Genius Loci.

Ammetto che l’argomento Genius Loci è per me praticamente nuovo. Avevo letto qualche cosina, ma non sono mai riuscita ad approfondire, anche se mi chiedo se ci sia qualche connessione tra questa “figura” magica e il mondo feerico. Ma non sparerò ipotesi azzardate. Mi limito a dire che io non conosco bene nessun Genius Loci, e sto in qualche maniera cercando di rimediare, partendo dal piccolo.

Nello specifico, nonostante abbia il parco recintato più grande d’Europa a uno sputo da casa mia, l’unico luogo in cui mi sono ritrovata a combinare qualcosa è il mio giardino. E’ piccolo, quadrato, ma abbiamo qualche albero e ci sto coltivando un po’ di erbe. Più tempo ci passo, più tempo lo osservo, più imparo. E più, forse, imparo a conoscere lo spirito che ci vive. Uno spirito che probabilmente ha una certa predilezione per il vino, a quanto pare (lo dico perchè ho una pianta di vite che sta crescendo a dismisura. Sembra “La maledizione della vite assassina”. E’ allucinante).

In ogni caso, mi ritrovo spesso a sedermi in giardino a meditare, nonostante le perplessità dei miei (che non dicono niente, ma io le sento diamine). Solo una volta sono riuscita a celebrare un rituale, un esbat che ho passato seduta sotto la quercia a contemplare la luna…non un granchè a dirla così, ma vi assicuro che è stato uno dei rituali migliori che abbia mai celebrato.

Sto cercando di studiare le varie piante che ci crescono e gli animali che ci passano, che a dirla tutta sono un po’: ricci, gatti, topi, lucertole, una quantità spropositata di uccelli e di insetti…non sono ancora passate rane o rospi, ma so che verrà il giorno.

Il parco recintato più grande d’Europa e le sue cipolle selvatiche

Un altro luogo per me magico è, per l’appunto, il Parco che ho a uno sputo da casa, ma a parte passeggiate sporadiche e ricordi d’infanzia non sono mai riuscita a combinare molto, anche se mi piacerebbe. Il punto è che il dannato parco è frequentatissimo. Non credo di essere mai riuscita a trovare un punto in cui potevo starmene tranquilla. E sinceramente non ho voglia di stare a spiegare al signore cosa sto facendo sulle rive del fiume, “và che poi cadi e ti prendi le malattie”. Quindi per ora nisba. Anche se è una tappa obbligata a S. Giovanni, la notte dei fuochi d’artificio qui da noi (che ovviamente attira un puttanaio di gente e devi andare lì alle sette per prendere posto. E lo spettacolo inizia alle dieci).

Un altro luogo è un altro parco, molto più piccolo ma anche molto meno frequentato, che sta in un paese vicino al mio, e in cui ho passato alcuni romantici momenti con il mio ragazzo e ho avuto una sorta di esperienza giusto qualche giorno fa. Diciamo che io ho chiamato e qualcuno ha risposto (no, niente di misterioso, non credete).

Una cosa che mi piacerebbe tantissimo è celebrare in spiaggia, e forse quest’anno ce la farò, ma è tutto da vedere. Perchè il mare suscita un’influenza incredibile su di me.

Tell The Owl – Argomento ⑩: La nostra festa e la ruota dell’ anno

Ok, ci stiamo avvicinando alla fine, quindi calma e gesso.

Argomento numero dieci: noi e le feste.

Dunque. Vi dirò la verità: io festeggio regolarmente solo da questa estate, di fatto. Negli ultimi otto anni (da quando ho scoperto il paganesimo cioè) ogni tanto mi sono ritrovata a festeggiare qualche Sabba, di solito Samhain o Imbolc, però mai con continuità, anche perchè davvero non avevo la benchè minima idea di cosa accidenti dovessi fare. E anche perchè sono una pigra cronica, fatto che mi è sempre stato fonte di grossi problemi.

Come dicevo, è più o meno da luglio dell’anno scorso che celebro con una certa regolarità le festività pagane. Mi è capitato di saltare qualche cosa (specialmente quest’inverno, dove non ho festeggiato ne Samhain nè Yule), ma bene o male cerco di festeggiarle tutte.

Non ho specificato, ma sto parlando degli otto Sabbat diffusi nel neopaganesimo, con cui ho un rapporto particolare, che mi rendo conto si modifica di anno in anno. Come ho detto prima non celebro sempre, ma solo quando me la sento/ho voglia/ho tempo ed energie (l’ultima è la condizione più spiazzante, perchè magari vorrei celebrare ma non riesco e allora mi deprimo…per colpa della laurea non ho celebrato niente da ottobre a febbraio e mi sentivo sempre più nervosa e irrequieta. Poi a Imbolc ho mandato tutto al diavolo e ho celebrato per una mezzoretta. Vi giuro che mi sentivo rinata).

Non ho ancora una festa preferita in modo particolare, forse Mabon, perchè ultimamente è quella che ho sentito di più, o Imbolc…ma bene o male in tutte c’è qualcosa che mi piace. Ultimamente sto sentendo un bisogno tremendo di Beltane, per saltare e ballare e tirare via tutte queste energie in eccesso che paradossalmente mi stanno tenendo ferma (tra l’altro è dopodomani…la smetterà di piovere?).

Rramente faccio cerchi e rituali particolarmente elaborati: sistemo il mio altare e faccio piccole cosine, lascio offerte e medito un po’, ma tutto in modo molto semplice e spontaneo. Adesso che sta arrivando la bella stagione vorrei provare a celebrare in giardino, se i miei vicini non si sconvolgono, o provare ad andare al Parco o comunque starmene all’aperto.

Gli Esbat li celebro quando posso, anche questi ogni tanto li lascio un po’ andare ma cerco di festeggiarli perchè sono feste a cui tengo, a volte con il cerchio, altre volte semplicemente facendo piccoli incanti o latre azioni che possono connettersi a quel particolare Esbat. Anche in questo caso vale la regola del “lo faccio se ho voglia”.

Non seguo altre feste particolari (anche perchè ne conosco poche) nè ho particolari anniversari da festeggiare, quindi il mio discorso di fatto si conclude qui.

Tell The Owl – Argomento ⑨: Mito: interpretazione della mitologia come insegnamento spirituale.

Sarà la quindicesima volta che ricomincio questo articolo, mi ha veramente bloccata. Poi uno si chiede perchè ci metto un’epopea a fare le cose ç_ç.

In ogni caso, l’argomento del giorno è “Interpretazione della mitologia come insegnamento spirituale”.

Il mito è un racconto con valenza religiosa e spirituale. Non si propone di raccontare la storia così come è avvenuta, ma di raccontare la Verità, attraverso l’utilizzo di simboli e metafore.

La mitologia ha una grande importanza dal punto di vista pratico, giacchè molti miti servono a spiegare i motivi che stanno dietro a determinate pratiche e tradizioni (come il mito di Prometeo) o a spiegare la vita e gli eventi che la caratterizzano. Studiando i miti, si può imparare moltissimo sui popoli che li hanno creati e tramandati.

Ma soprattutto, è fondamentale ciò che un mito può insegnare quando si tratta di approcciarsi alle divinità: con la sua forte valenza spirituale, è un’ utile chiave di lettura per la comprensione profonda di questa o quella divinità.

Ho letto così tanti miti che non so neanche da dove cominciare a parlare. E’ un argomento veramente allucinante. Se c’è però un momento del mio percorso in cui la mitologia mi sta davvero aiutando (perchè è un momento che sto ancora vivendo), è il lavoro che sto compiendo su Loki.

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Loki secondo la Marvel

Molti dicono che, considerata la sua natura, non è mai esistito un culto di Loki. Io la vedo un po’ improbabile come cosa, è più facile che si trattasse di un culto nascosto, secondo me. Ma stante così le cose, l’unico modo per reperire informazione su di lui (ad eccezione dei blog in cui si parla soprattutto del culto moderno e che guarda caso sono tutti in inglese e l’inglese mi fa uscire scema) è attraverso i miti di cui è protagonista. Un classico è la storia in cui causò la morte di Balder e ne impedì la resurrezione, causando così il proprio imprigionamento (a una roccia. Le similitudini con Prometeo proseguono).

Una cosa ho capito dai miti che ho letto e dall’interpretazione (un po’ raffazzonata) che ne ho dato: Loki è il Dio dell’inganno. E voi direte “Ma va’?”. E invece la questione non è così scontata.

Il buon ingannatore sa che per mettere nel sacco gli altri bisogna conoscere la verità nuda e cruda, se si vuole adattarla per i propri scopi. Se si vuole interpretare un ruolo e mettere una maschera, bisogna sapere chi c’è dietro a quella maschera.

Non solo: bisogna conoscere come stanno le cose per poterle cambiare. Se osserviamo il mito di Balder, notiamo che si può interpretare come una divinità stagionale, che muore per permettere al ciclo di continuare. E chi porta alla morte di Balder? Proprio Loki.

Le mie interpretazioni sono un po’ raffazzonate, ovviamente, ma quello che sto cercando a fatica, di dire, è che non basta dire “Ecco, quello lì è cattivo” e basta, specialmente se parliamo di una divinità pagana (vorrei ricordare che il concetto di male assoluto è stato introdotto dal cristianesimo). Bisogna, sempre e comunque, scavare, andare a fondo delle cose, perchè si corre il rischio di scoprire qualcosa di straordinario.

Mi dispiace non riuscire a dire di più, ma davvero non so come mettere in fila le idee. E spero di non essere andata fuori tema, di nuovo.

Tell The Owl – Argomento ⑧: Viaggi tra i mondi

Questo argomento è bruttissimo. Nel senso che è incredibilmente interessante ma porcamiseria è veramente ostico. Indi bruttissimo in senso figurato.

E’ il Tell the Owl dedicato ai Viaggi tra i mondi.

Ora. Il tema del viaggio tra i mondi è per me particolarmente caro, sia come strega sia (udite udite) come scrittrice. Non avete idea di che cosa mi sono inventata a questo proposito. Ma sorvoliamo.

Mountains Landscapes Valley Cliffs Middle-earth Ted Nasmith Waterfalls Rivendell

In ogni caso, nonostante mi affascinino moltissimo, non ho mai approfondito seriamente l’argomento. Perchè non mi sento ancora pronta ad effettuare un viaggio degno di questo nome con cognizione di causa.

Non ho mai fatto un viaggio astrale, anche se spesso mi capita di chiudere gli occhi e di girare come su una ruota (tipo ruota della tortura), ma non so se sia pertinente. Ho letto varie cose sull’argomento e mi sembra molto difficile riuscire ad andare in astrale, soprattutto per una che ha già problemi con la meditazione.

Ecco, la meditazione. Purtroppo io sono poco costante ed è da un po’ che ho smesso di fare esercizio quotidiano con meditazione e visualizzazione (considerato anche che ho avuto molto da fare con la laurea). Da ieri ho ricominciato seriamente a fare le meditazioni per Alleati di Potere (ho ricominciato proprio da capo) e infatti mi sono addormentata come un sasso. Mi capita a volte quando medito, e se sto facendo una meditazione guidata la cosa diventa frustrante. Non so se dipenda da un andare troppo a fondo e non essere abituata o se sono talmente rilassata che crollo. In ogni caso non credo di essere mai riuscita a ottenere risultati del tipo “vedo con i miei occhi” o “sento i suoni e gli odori” come se fossi realmente lì. Anzi, se riesco a far star zitta la mia vocina cosciente (che deve sempre fare la telecronaca di quello che sta succedendo) è già tanto.

Mi piacerebbe fare un viaggio sciamanico: non ho assolutamente le capacità per farlo, nella maniera più assoluta, nè conosco qualcuno che possa farmi da guida per le prime volte, visto che non ho assolutamente intenzione di iniziare da sola, considerata la pericolosità. In effetti ci sono molti posti in cui mi piacerebbe andare, anche solo per vederli: vorrei vedere qualche mia vita passata, che sarebbe veramente interessante, ma soprattutto mi piacerebbe far visita a una divinità in particolare.

L’unica occasione in cui mi sono connessa ad altre realtà è stato attraverso i sogni: sono abbastanza convinta di aver visitato altri luoghi o altri tempi o altre realtà. Ho avuto dei sogni che mi hanno profondamente coinvolta, al punto che al risveglio mi sono sentita stanca e con tutte le ossa rotte: in molti di questi avevo poteri magici o volavo e al risveglio mi sentivo davvero come se quello che avevo sognato fosse reale, al punto che ci mettevo un po’ a riconnettere. Non so se si tratti di sogni e basta o se abbia visitato altre realtà, non credo che tutti questi sogni siano “reali” (anche perchè il contenuto sembra abbastanza alla Harry POtter, per intenderci), ma le sensazioni che ho avuto sembravano assolutamente reali. Insomma, devo molto approfondire questa cosa, magari ho preso una cantonata allucinante.

Poi ho dei momenti, rari in realtà, in cui mi vengono in mente delle cose, e che io chiamo “Connessione con le altre me stessa”. E’ una cosa abbastanza stupida, ma se la mia teoria è vera rientrerebbe nell’ambito delle connessioni con altri mondi.

Mi spiego meglio: partiamo dal presupposto che esistono altre realtà. Realtà parallele, in cui ci sono altre versioni di noi stessi. Milioni di realtà parallele, anzi miliardi, perchè ogni realtà mostra cosa sarebbe successo se. Se fossi nata uomo. Se non avessi preso quel treno quel giorno. Se non avessi visto lo stop e fossi andata avanti. Miliardi di mondi per miliardi di possibilità diverse.

Ora, considerato che noi abbiamo un’anima che ci contraddistingue, e che rimane la stessa anche quando ci reincarniamo (altrimenti non potremmo connetterci con le nostre vite precedenti), dobbiamo dedurne che la stessa anima unisce gli individui delle realtà parallele. La Rolly di questa realtà è connessa, attravreso l’anima, alle Rolly di tutte le altre realtà.

Generalmente, le realtà sono divise. Però, questa connessione tra individui di realtà diverse potrebbe essere avvertita da alcune persone e in alcune situazioni. Per quanto mi riguarda, questa cosa mi è successa due volte, ero sveglia, lucida e perfettamente cosciente, solo che per un singolo istante ho avuto un pensiero completamente non attinente alla realtà in cui vivevo: stavo discutendo con mia sorella e ho pensato “Devo parlare con le altre sorelle”, quando ne ho una sola, e in un altro ho percepito chiaramente una persona come se avesse un sesso differente (nel senso che ero con lui e ho avuto per un istante questa affermazione della realtà).

Ora, è possibile che sia io a essere pazza, è possibile che si sia trattata di una distrazione e basta, è possibile che io abbia molta fantasia e guardi troppa fantascienza. Quindi vi chiedo, secondo voi una cosa così è possibile? (Non che io abbia avuto contatti con realtà parallele, ma se è possibile avere dei contatti con le nostre versioni alternative, se ci sono. E secondo me ci sono). Ai posteri l’ardua sentenza.

Tell The Owl – Argomento ⑦ : Pagani di Ieri e di Oggi: religione, moda, fanatismo

Eccoci finalmente all’argomento 7 (mentre sul forum è già stato pubblicato l’undicesimo…non ce la farò mai ç_ç). Pagani di Ieri e di Oggi. Argomento decisamente complicato.

Come si è evoluto il paganesimo dalle sue origini a oggi? Come è cambiato il rapporto dei pagani con la divinità, con la religione, e tra di loro? E come invece, si è evoluto il rapporto con fedeli di altre credenze? Sono tutte domande che ritengo pertinenti all’argomento e a cui sarebbe interessante dare una risposta, non solo tramite le fonti che ci sono pervenute sulle religioni precristiane, ma anche, e soprattutto, tramite le nostre esperienze personali di pagani.

E’ risaputo ormai che il così detto Paganesimo “antico” è, in realtà, una definizione moderna e, per certi versi, molto pretestuosa. Questo, in quanto non solo unisce in uno stesso termine realtà religiose molto differenziate a livello geografico, ma addirittura a livello temporale, in quanto intendiamo come pagani sia gli appartenenti alle religioni primitive, spesso di natura sciamanica, ma anche coloro che aderivano a culti più organizzati e “ufficiali”, quali la religione romana, greca, etrusca e altri culti di natura simili. E’ inutile specificare che si tratta di culti assolutamente differenti sotto tutti gli aspetti, la cui unica caratteristica comune è di essere in antitesi con le religioni “rivelate”, e in particolar modo con il Cristianesimo. Quindi, da dove arriva il termine pagano?

Pagano deriva dal latino pagus, villaggio. Durante la crescente cristianizzazione dell’Impero Romano, avviata da Costantino con l’editto di Milano del 313, i recidivi fedeli delle antiche religioni (in questo caso si intende soprattutto la religione romana) si dividevano in due categorie: i gentili, da gens (famiglia), gli appartenenti alle famiglie aristocratiche più antiche e importanti di Roma, saldamente ancorati alle antiche tradizioni e alle regole del mos maiorum, e i pagani, da pagus, gli appartenenti al ceto contadino che nei villaggi seguitavano a celebrare i ritmi delle stagioni, molto più vicini alla loro vita e mentalità degli astrusi e intellettualisti riti cristiani.

Quando si parla dei pagani di ieri come persone migliori, devote alla natura, con una spiccata devozione per la Dea Madre e la figura femminile in generale, bisogna fare attenzione a quello che si dice: c’è culto e culto, e la religione nordica non parte dagli stessi presupposti di quella greca. E’ incredibile quanta gente parli oggi senza sapere quello che sta dicendo, quando spara sentenze sul Cristianesimo che fa le guerre sacre e opprime le donne, a differenza degli antichi pagani tanto buoni e carini. Ad Atene sotto Pisistrato una donna non poteva neanche uscire di casa. E no, le guerre sacre non le hanno inventate i cristiani. Esistono da quando i Sapiens hanno fatto fuori l’uomo di Neanderthal.

La verità è che molti dei pagani di oggi fanno le cose a caso. Perchè sono diventati pagani perchè faceva figo avere la bacchetta e il calderone come Harry Potter. E’ normale essere attirati da queste cose, in una società in cui l’immaginifico e lo straordinario sono considerati cose da bambini e non gli si dà il giusto spazio. Ma se si vuole continuare su questa strada bisogna saper andare molto oltre. Bisogna leggere, informarsi, conoscere. Bisogna studiare, proprio come a scuola, se non di più. E bisognerebbe prendersi la responsabilità di quello che si scrive, specialmente sul web dove non c’è un controllo. Essere pagani significa anche questo.

Ovviamente, modus in rebus. C’è un modo per tutte le cose. Conoscere le religioni precristiane o le tradizioni che ci sono state tramandate non vuol dire ripeterle alla lettera. Essere seguaci del pantheon greco-romano non significa dover squartare un piccione prima di ogni compito in classe per consultare le sue viscere e prevedere il futuro. Non significa sacrificare un’ecatombe a Giove Ottimo Massimo (sto facendo esempi un po’ a caso, ma credo abbiate intuito di cosa sto parlando). Non si può riportare un culto così antico ai giorni nostri e sperare di poterlo svolgere papale-papale. Cosa che, purtroppo, certa gente è convinta di poter fare. Non bisogna mai dimenticare che tra noi e loro c’è stato in mezzo una cosina chiamata religione cristiana. E che volenti o nolenti ha cambiato radicalmente la nostra forma mentis, in meglio o in peggio a seconda dei punti di vista.

Per concludere, voglio spendere due paroline di riflessione sulle religioni prettamente neopagane, Wicca in primis. Non sono di quelle persone che se la tua religione non è vecchia di millenni allora sei out. Per carità. Tutte le religioni antiche all’inizio erano nuove. E come disse qualcuno una volta (credo Starhawk ma non ci giurerei), “una cosa è novità la prima volta. La seconda è tradizione”. Quindi non mi permetterei mai di dire che si tratta di cose senza un proprio valore.

Però. Solo a me la Wicca (e molte correnti affini) sembra un po’ “raffazzonata”? Con cose prese di qua e di là e messe insieme cercando di darci un senso? Non che sia necessariamente una cosa malvagia, spesso le cose acquistano un senso vero e proprio man mano che si avanza. Ma con tanti pezzi rattoppati alla bell’e meglio, qualche buco salta fuori. Forse proprio perchè è così giovane, ma non sembra anche a voi che sia un po’ carente di “storia”? Di miti escatologici, di spiegazioni su come vanno le cose? I libri sulla Wicca che ho letto sembrano il manuale del fai-da-te, con qualche sfumatura teologica. E le storie? I miti, gli eroi. Dove sono? Possibile che qui c’è gente si sveglia la mattina e mette su una nuova religione così, quasi dal niente?

Non mi metterò a disquisire sulla Wicca nello specifico: c’è gente che ci crede e ne è orgogliosa, e tanto basta per rispettarla. Quello che voglio dire io è: come andrà a finire? Si rivelerà un fuoco di paglia o acquisterà solidità come la più antica delle montagne? Avrà i suoi eroi o si limiterà a essere il trampolino di lancio di molti pagani verso qualcosa “di più”? E non sono domande che valgono solo per la Wicca, ma per tutte le nuove religioni. Religione e spiritualità sono due cose diverse, e per quanto possiamo avere sette miliardi di spiritualità diverse, non possiamo avere sette miliardi di religioni. Non è proprio fattibile.

Quindi. Ai posteri l’ardua sentenza. E io dovevo fare un post sui pagani di ieri e di oggi e ho la vaga sensazione di essere finita fuori tema. Spero di non aver offeso nessuno, non era assolutamente mia intenzione. Ma se ho acceso una lucina nella testa di qualcuno…ben venga.

Tell The Owl – Argomento ⑥: Strumenti d’Arte

Sesto argomento, sempre a passo di lumaca ^^ Dai, che ora di Marzo li finisco!

Dicevamo. Sesto argomento del Tell the Owl, si parla di Strumenti d’Arte.

Personalmente mi piace lavorare con gli strumenti. Sono un appoggio fisico, in lavori in cui si opera con forze invisibili. In un certo senso aiutano a guadagnare sicurezza.

Anche se anch’io sono stata vittima del “tutti gli Strumenti e subito” anni fa, non ho mai speso più di 3 auro per un singolo strumento. Amo arrangiarmi e risparmiare sulle cose, e farmele da me, trovo che abbiano molto più valore e ci si riesca a sintonizzare meglio.

La mia Coppa (o calice che dir si voglia) è un bicchiere da gelato semplicissimo. Non decorato nè niente, sono ancora indecisa se tenermelo o prendere qualcosa di diverso, tipo un bicchiere di vetro dell’Ikea e poi decorarlo in qualche modo. Ma per il momento mi è molto utile.

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La Bacchetta è un semplice ramo che ho trovato nel mucchio di legna che teniamo di fianco al barbecue: essendo così dritto, ho pensato che fosse perfetto, ma non so nemmeno da che albero viene. L’ho scortecciato e poi lasciato asciugare, adesso è veramente leggero e liscio, ma anche lei avrebbe bisogno di qualche decorazione. In più ho anche un’altra bacchetta, comprata in un negozio dell’usato, è spessa al centro e ha due punte su entrambe le estremità, con incisi dei semplici motivi geometrici. E’ molto carina, ma ancora non ho deciso bene come usarla.

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Come ho già detto in altri post, al posto dell’Athame ora come ora uso la mia spada: la tengo su una mensola nella mia stanza e la pulisco regolarmente con l’alcool, e non avete idea di quanto è felice quando lo faccio. L’ho comprata ad Assisi, durante una vacanza, e anche se è nata come gadget sento la sua forza e non potrei fare a meno di lei.

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Il Calderone è probabilmente lo strumento a cui sono più legata, forse perchè fa molto “strega”. In ogni caso è quello che mi viene più spontaneo utilizzare. Il mio è una semplicissima vecchia pentola di alluminio comprata per 3 euro a una bancarella. Anche se mi dispiace non poterci cucinare dentro (mi hanno detto che l’alluminio è cancerogeno) lo uso spessissimo per bruciarci cose.

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Il Mortaio è un altro strumento che mi piace molto, ma che purtroppo utilizzo molto poco: all’inizio lo usavo soprattutto per rappresentare la Terra sull’altare, ma adesso vorrei usarlo in maniera più consona per triturare erbe e fare pozioni. Lo so che non si dovrebbe, ma l’ho fregato dalla cucina. Mi hanno detto che in legno non funzionano molto bene (e infatti ho riscontrato qualche problema) però mi piace così…vedrò in futuro se cambiarlo o no.

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Di Incensieri in realtà ne ho due: uno più piccolo e pratico, che tengo sull’altare e che è quello che utilizzo maggiormente, e un altro, molto più grosso e scenografico che vorrei utilizzare quando metterò su un altare dedicato al Piccolo Popolo (sempre se trovo un posto dove metterlo). Anche questo l’ho comprato insieme alla bacchetta.

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Degli strumenti che vorrei integrare di più nella pratica sono quelli Musicali: di mio posseggo tre strumenti a fiato (un flauto, un’armonica a bocca e un flauto di Pan), comprati in vari momenti. IN più, in casa ho anche un violino, un basso elettrico, una chitarra acustica e una tastiera, ma a parte quest’ultima dubito che li userò nei rituali. C’è il leggero problema che gli unici strumenti che so usare sono il flauto classico e la tastiera, ma sono dettagli immagino.

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Per quanto riguarda diari vari, ufficialmente ho un unico Grimorio, fatto a mano dal mio ragazzo, che ha lasciato volutamente in bianco affinchè pensassi io a decorarlo come preferivo: per il momento ci ho disegnato sopra un Triskell (male, oltretutto) e lo utilizzo più che altro come Diario Specchio. Ho anche quello che chiamo il mio Grimorio da Viaggio, un Moleskine in cui ho messo corrispondenze varie, un paio di incantesimi e qualche utilizzo di erbe mediche.

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Altri strumenti cono le Candele, che ho in grande quantità, gli olii essenziali, di cui non riesco a fare a meno, qualche incenso, un po’ di pietre (che vorrei utilizzare di più), Erbe varie che recupero fondamentalmente dal mio giardino o dalla cucina.

Senza parlare degli Strumenti divinatori, cui ho già accennato nello scorso Tell the Owl, parlo dell’ultimo strumento, quello che forse è secondo solo alla strega stessa, secondo me: e cioè l‘Altare. Il mio altare è veramente minuscolo: è messo su una mensolina vicina alla finestra, proprio sopra la scrivania, e ci stanno veramente quattro cose, quindi mi tocca arrangiarmi. Nella foto è addobbato per Yule, e forse è un po’ pieno, però mi piace: invece di usare le candele, per rappresentare gli Dei ho usato una scopettina che mi hanno regalato anni fa per rappresentare la Dea nel suo aspetto di Crona, in attesa di avere una statuetta degna di questo nome, e un paio di corna di capriolo per il Dio (le ho comprate alla Fiera dell’Artigianato: il mio ragazzo ha comprato un cranio intero con tanto di corna, ma da me proprio non ci stava). Per rappresentare il Fuoco ho usato una candela (classico direi) e per l’Aria il mio incensiere. Per la Terra ho preso una scatolina a forma di gnomo con le monetine, e sto pensando di metterci dentro del sale purificato, mentre per l’Acqua ho dovuto fare una piccola composizione con una conchiglia piccolina e un portachiavi a forma di Luna. Sì, mi rendo conto che non è molto consono, ma per il momento è quello che passa il convento, direi.

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