MWL Pantheon Tag – Olwen

Qual è il tuo fiore preferito?

Fino a qualche tempo fa avrei risposto senza esitazione: il papavero. Mi è sempre piaciuto, il fatto che sia così semplice, con un colore così intenso, e il fatto che non fosse possibile venderlo, rendendolo speciale. E poi, volete mettere l’effetto di un campo di papaveri?

Tuttavia nel momento in cui ho letto questa domanda mi sono resa conto che in realtà era da un po che non era più così: certo, mi piace ancora, ma penso che ora il primato spetti a qualche altro fiore. Ed è così che mi è venuto in mente un fiore scoperto di recente, l’elleboro bianco (detto anche Rosa di Natale), un fiore molto bello e dal profumo dolcissimo. Su internet ho trovato questo:

“Comunemente chiamato rosa di Natale, l’elleboro è il fiore da regalare a chi si appresta a iniziare una nuova avventura o ha voglia di cambiamento. Scopri perché!

I fiori dell’elleboro sono formati da cinque petali (le parti che compongono il calice) che assumono spesso un aspetto petaloide; la particolarità di questa pianta è la sua bellezza invernale e il suo colore bianco candido.

L’elleboro è chiamato comunemente Rosa di Natale: secondo una leggenda  questo fiore sarebbe stato portato in omaggio a Gesù Bambino da una povera pastorella che non poteva recare doni più preziosi. Per questa ragione, l’elleboro è una pianta di Natale molto ricercata e regalata, anche se non è tra le più conosciute.

Il suo significato è quello di liberazione: liberazione da un dolore, da uno stato di angoscia, e dunque rinascita. Un altro buon motivo per regalarlo a Natale, a tutti quelli che si preparano a un nuovo anno per ricominciare con rinnovata energia e spirito positivo.” (fonte Leitv.it)

Guardatelo, ditemi se non è bello ❤

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MWL: Pantheon Tag – Morrigan

Cosa pensi che succeda quando moriamo?

 

 Lo finirò ‘sto tag prima o poi. Anzi, penso che mi scatenerò da qui a Yule, sarebbe anche il caso.
“Cosa succede dopo la morte?” è La domanda per eccellenza. E’ quella che non fa dormire la gente di notte, quella che assilla i filosofi e gli scienziati, quella che divide le persone più di qualsiasi altra. In effetti, è una bella domanda.
La mia teoria è che dopo la morte c’è un intero universo a disposizione: stelle, galassie e pianeti in cui fluttuare e in cui qualsiasi cosa accade. Parlando terra terra, sono convinta che dopo la morte le anime in un certo senso danzano tra di loro e con la Natura, viaggiando in quel particolare pezzo di unverso che è il mondo dei morti, decidendo autonomamente se e quando è il momento di tornare indietro, e dove e soprattutto quando reincarnarsi e in chi. Sono convinta che l’Oltretomba sia un luogo al di là del tempo e dello spazio e che da lì sia possibile andare ovunque nel tempo e nello spazio. Sembra una puntata del Doctor Who detta così, ma non saprei in che altro modo spiegrami.

MWL: Pantheon Tag – Danu

 

Qual è il tuo rapporto con la dea?

Ricomincio con il tag, in attesa di recuperare il mio telefono ormai defunto e fare i tag fotografici su Instagram. Dunque, io e la Dea.
Mi sto rendendo conto di non avere una ritualità classica pagana, il mio rapporto con gli Dei è piuttosto bislacco. Ma per me la Dea c’è, anche se forse ora un po’ meno che in passato.
Per molto tempo la Dea per me è stata Hecate. Classico, direte, è la Dea delle Streghe per eccellenza. In effetti per me era (ed è tuttora) il simbolo del mio cammino in questa spiritualità. Tuttavia, il nostro rapporto è un po’ scemato ultimamente, visto che ho cercato di concentrarmi di più sul Dio (per me gli uomini e il maschile sono una specie di mistero insondabile, per questo ho provato a ragionarci un po’ di più). Ora sento il bisogno di tornare indietro, dalla Madre, ma sento che non è più Ecate la mia guida. Non so ancora di chi si tratti con precisione, ma è diversa da Lei. E’ un aspetto della Dea che sicuramente non avrei mai pensato potesse avere a che fare con me, di questo sono certa. E forse ho anche un nome, ma non ne sono poi così certa. Insomma, è un rapporto in divenire, il nostro.

MWL: Pantheon Tag – Cernunnos

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Qual è il tuo animale preferito/totem/ animale con cui lavori?

Questa domanda casca proprio a fagiuolo: in questo periodo sto facendo un lavoro con l’Oracolo dei Druidi e le Lune Celtiche, quindi è un parlare di animali continuo. Vediamo con ordine di rispondere.
Il mio animale preferito in assoluto è il drago. Credo di averlo già detto da qualche parte. Non avete idea di quanto mi piacerebbe lavorare con lui (con l’Oracolo dovrei farcela, ci sono quattro carte dei Draghi!). Se parliamo di animali più tangibili, scegliere il mio preferito in assoluto è veramente arduo, perchè bene o male mi piacciono tutti, o comunque molti: forse il lupo è quello che sta una spanna sopra gli altri.Il mio animale totem non è ancora molto chiaro: nelle meditazioni mi si sono mostrate diverse guide, un lupo, una rana, un serpente. E gli animali che sogno di più sono in assoluto gatti, serpenti e da qualche tempo gufi (anche se stanotte ho sognato un ragno). Quindi è ancora un’incognita.
Quanto a lavorare con gli animali, ci stiamo attrezzando anche per questo: una volta capito quale diamine sarebbe il mio animale guida mi piacerebbe lavorare di più con lui, per il momento l’unico animale con cui ho mai lavorato è il mio gatto (che viene a bersi l’acqua dal calderone durante i rituali. Massima espressione di lavoro da parte sua).

MWL: Pantheon Tag – Brighid

 

Parlaci del tuo rapporto con il dio.

 Cosa caspio c’entri Brighid con il Dio io non lo so, ma, ehi!, non conosco molto questa Dea quindi pace. Tornando alla domanda, il mio rapporto con il Dio è in via di definizione. Come donna e come femminista nata con il gene della polemica, a volte faccio fatica a relazionarmi con gli uomini, anche se ci provo. Una cosa che vorrei e dovrei fare è lavorare con il mio lato più maschile, ma se penso al Dio a cui mi sto riferendo di più la vedo un po’ dura. E’ Loki, il dio transgender per eccellenza, e per ovvi motivi con lui non ho ancora celebrato per bene. Per me il Dio, attraverso Loki, è una figura ancora distante, che mi guarda con un sorrisetto e aspetta che giunga il momento di parlare per bene. Intanto, penso che alcuni dei miei “guai” (per modo di dire) me li abbia mandati lui. Così, per simpatia. Sì, è un rapporto un po’ particolare. Vediamo come andrà.
Un’altra “figura” per me importante è il Tonante. Io lo chiamo così, ancora non sono riuscita a definire neanche da quale Pantheon venga: potrebbe essere Thor o anche Zeus, visto che i miei dei “patroni”(le virgolette sono d’obbligo) vengono sono un dio nordico e una dea greca. Va da sè che anche con lui non ho ancora capito bene come relazionarmi.

MWL: Pantheon Tag – Bran

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Fonte di maggiore soddisfazione personale

Lo studio, la lettura e la scrittura. Mi dà una soddisfazione immensa imparare cose nuove, specie se poi posso metterle in pratica in qualche modo, che si tratti di cose pratiche, ritualità o aneddoti che ispirano racconti. Ultimamente sto scoprendo il piacere della condivisione, del mettere per iscritto le mie scoperte per farle conoscere, ed è un campo nuovo ma bello per me. Ma la soddisfazione più grande è scrivere dei bei racconti: fantasiosi, divertenti o commoventi, se riesco a scrivere qualcosa che piaccia, qualcosa di bello e particolare, per me è una gran soddisfazione. Così come trovare un racconto o un libro particolarmente belli, nel marasma di internet. Sono le tre cose che mi soddisfano di più.

MWL: Pantheon Tag – Arawn

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Qual è la cosa/esperienza più terrificante che hai fatto/avuto?

Ok, non c’entra granchè con l’Arte e la vita magica, ma la cosa più terrificante che mi sia mai successa (a parte vedere Paranormal Activity, e una bella attività paranormale che ho già descritto da qualche parte) è stato quel pomeriggio di dicembre che ho sorpreso i ladri in casa. Non avete idea del terrore che ho provato quando ho aperto la porta di casa (ero andata da mia nonna al piano di sopra, quindi non era da tanto che mi ero allontanata da casa) e mi sono vista sfrecciare davanti sti due che correvano verso la porta finestra per scappare. Ho cacciato un urlo che mi ha snetito tutto il palazzo. A ripensarci adesso era abbastanza comica come cosa, ma vi giuro che io per sei mesi ogni volta che ero in casa da sola giravo con il bastone attaccapanni come arma di difesa.