Non solo Sabbat : Imbolc – Candelora – Candlemas

Iniziamo una serie di articoli sui Sabbat e sulle festività pagane in genere. Cercherò di fare degli articoli degni di questo nome, senza scopiazzare (se c’è una cosa che odio sono articoli con cose prese da altri siti e copiancollate senza soluzione di continuità: va a finire che su Internet girano sempre le stesse robe, un po’ di fantasia porca miseria!). Magari li abbino a dei video? Non lo so, ci penserò.
Ordunque, andiamo a incominciare.

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Imbolc – Candelora – Candlemas
ovvero candele, latte e cucciolotti

E’ inverno. La neve scende lentamente sui campi di erba secca. Tu sei nella tua capanna, davanti al camino. Guardi con preoccupazione alla scorta di legna, sempre più scarna, e alla dispensa, sempre più vuota. Pensi a tua sorella, che sta per finire il contratto da governante presso la moglie del sindaco, e a tuo marito, che continua a rimanere in casa a giocare al solitario, e a tuo figlio appena nato, che ha bisogno del tuo latte così come tu hai bisogno di cibo per produrlo. Sospiri e sposti un ciocco nel focolare, aspettando e fremendo. Quand’ecco: dalla stalla giunge un belato di un agnello. Sorridi e ti alzi in piedi: anche per quest’anno è arrivato il momento di tornare al lavoro.

Imbolc è uno dei quattro Sabbat maggiori e il confine ultimo dell’inverno, la porta per la primavera. Tutto sembra ancora immobile e immutato, ma sotto la superficie innevata la natura è lì lì per risvegliarsi e spuntare in tutta la sua gloria. E’ un momento di stasi, come un lastra di ghiaccio sottile pronta a rompersi al primo raggio di sole.
In gaelico Imbolc significa “nel grembo”, indice che la vita ha ricominciato a scorrere dal ventre della Terra dopo la pausa invernale. In un certo senso Imbolc è letteralmente una vagina da cui esce la primavera, che comincia a emettere i primi vagiti.(1)
La nascita, intesa come uscire nel mondo, è uno dei temi portanti di questo Sabba: in questo periodo i nostri antenati facevano uscire gli animali dalle case e dalle stalle, e si adoperavano per rimettere tutto in ordine, pulire, spazzare, buttare via ciò che non serviva più. Dalla nascita deriva quindi il tema della purificazione, inteso come pulizia generale e ordine, sia fisico che mentale e spirituale. E’ il momento di fare un bilancio: guardare dentro se stessi e nella propria casa, buttare le candele usate a metà, mollare il fidanzato paranoico, regalare i libri che non vi piacciono ai vicini e i vestiti che non vi stanno più alle cugine, saldare i prestiti, riscuotere il dovuto, portare i videogiochi usati al Gamestop e smettere con quelle brutte abitudini che non vi fanno bene, tipo fumare e mangiarsi le unghie (lo so che lo state facendo anche in questo momento, che credete?). Insomma, ci aspettano mesi pieni di attività, e abbiamo bisogno di spazio, giacchè la barca troppo piena è difficile da manovrare, come dice Jerome. Insomma, le classiche pulizie di primavera.
I riti di purificazione in questo periodo si sprecano: in particolare, essi trovano la loro origine nelle feste dedicate a Giunone Februata, da februo che significa proprio “purificare” (come la febbre, che è il sintomo dell’azione purificatrice degli anticorpi contro gli intrusi nocivi). Alcuni collegano i Lupercali, che cadono il 15 Febbraio, con questa festività, asserendo che l’usanza di quei giorni di frustare le donne era proprio per purificarle e garantirne la fertilità. (2)
Un piccolo rituale utile in questo periodo, è passare in tutte le stanze della casa (in senso orario, se riuscite) e aprire tutte le finestre e accendere tutte le luci e lasciare tutto così per qualche minuto (magari evitate di farlo se fuori viene giù la tormenta), per poi richiudere. Può essere utile anche bruciare degli incensi purificatori, come smudge stick alla salvia o erbe con scopo simile, o ancora (ed è il mio preferito!) mettere qualche goccia di olio essenziale nei deumidificatori dei termosifoni (avete presente, quei cosi di ceramica con dentro l’acqua che si appendono ai termosifoni e che se cadono è un macello? Quelli).
Un altro tema importante, sempre collegato alla nascita, è il latte: come forse si sarà capito, questo è il periodo di nascita degli agnellini, e quindi della disponibilità del latte di pecora e capra. Da cui l’importanza del bianco per questa festa.
Ma il bianco non è sinonimo solo di latte: è anche sinonimo di neve. In questo momento il caldo e l’estate sono ben lungi da venire, e le nevicate sono ancora frequenti (almeno, in tutti gli anni tranne questo, evidentemente), ma questa non è una scusa per restarsene ancora chiusi in casa a cincischiare! Chi ben comincia è a metà dell’opera, e per cominciare bene a Imbolc bisogna farsi un’idea di come sarà il tempo nel prossimo futuro.
Ci sono diversi detti che riguardano, alternativamente, l’1 e il 2 Febbraio, ma tutti concordano nel dire che se in quei giorno il tempo è bello, non è ancora momento di seminare: la primavera arriverà tardi! Invece se infuriano pioggia, vento e tormenta, potete stare allegri, l’inverno è quasi finito. Nel mentre potrete fare compagnia a Orso, Serpente e Marmotta, gli animali “totemici” di Imbolc (in particolare il serpente, animale-simbolo di Brigid, la dea preposta a questa festa). (3)

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Santa Brigida

E a proposito di Brigid: è risaputo ormai che Imbolc venga definito per antonomasia la festa di questa Dea. Ma chi è costei?
Brigid/Brigit/Brigantia/Bridget/Bride è un’antica Dea celtica: veniva detta figlia di Dagda (che non è il Dagda Mor, per chi conosce Shannara), il Dio del sole, e anche lei conserva molti degli attributi solari del padre.
Considerata una controparte celtica di Minerva (e infatti ci sono parecchi templi dedicati a lei nella Pianura Padana che si pensa possano essere luoghi sacri a Brigid, uno su tutti il Duomo di Milano. La stessa Brianza prende il nome da lei), Brigid era detta la Dea del triplice fuoco: era la patrona dei poeti, dei guaritori e dei fabbri, tre mestieri che hanno fatto del “fuoco” il proprio senso di essere (il fuoco fisico per i fabbri, il fuoco dell’ispirazione per i poeti, il fuoco della vita i guaritori).
Ma c’è molto di più: il fuoco a cui viene associata Brigid è anche quello che io (o lei) chiama “il fuoco nella pancia”. E’ l’istinto e la passione, il fuoco dei lombi e del sangue sacro delle donne, che porta la vita e l’ispirazione (ricordo che Imbolc ha a che fare con la nascita). In un certo senso, Imbolc è anche la festa del menarca, la sacra iniziazione delle donne al mistero del ciclo mestruale (e non a caso, secondo Taraglio a Imbolc le donne venivano iniziate all’ordine druidico o comunque avevano un qualche genere di iniziazione, magari collegato a questo). Non a caso Brigid è considerata una dea collegata alla sfera femminile, nonostante gli attributi solari: pensate, per esempio, al monastero di Santa Bridget a Kildare e al suo rito (4).

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Brigid, la Dea del triplice fuoco

Ma non solo: essendo dea di guarigione, sono molte le fonti sacre a lei dedicate e a cui tutt’oggi i locali (soprattutto nelle Isole Britanniche) lasciano richieste ed ex-voto con strisce di stoffa legate ai rami degli alberi vicine. L’unione tra acqua e fuoco è una delle prerogative di questa dea.
Personalmente sono molto legata a lei, non solo perchè è la Dea di uno dei Sabba che preferisco (è forse l’unico che festeggio ogni anno senza sgarrare) ma anche per molti altri motivi, non ultimo il fatto che mi sento d’accordo con chi afferma che Brigid sia in realtà un aspetto di Danu, la Dea Bianca o Grande Dea (vi ricordate che il bianco è il colore di Imbolc? Siam sempre lì). Mi fa anche strano che non ci siano miti legati a lei, o almeno, io non ne ho trovati: ciò la rende probabilmente una delle Dee più misteriose del pantheon irlandese.

Le attività per questa festa sono molteplici: eccone alcune, prese dal Strega delle mele.

  • Fate un cerchio di pietre attorno a un albero sempre verde e meditate nel cerchio.
  • Mangiate messicano o indiano!
  • Scrivete una poesia speciale.
  • Mettete tre foglie sulla porta come simbolo della Dea triplice.
  • Usate un infuso di aceto e artemisia per purificare le vostre finestre e i vostri specchi.
  • Accendete delle candele bianche, verdi e gialle.
  • Fate dei rituali di purificazione.
  • Se avete dei bimbi, fate con loro una cernita degli abiti che non mettono più e regalateli alle persone meno fortunate.
  • Benedite una scodella di semi e lasciateli riposare tutta la notte alla luce della luna se possibile. Salvateli e piantateli a Oestara!
  • Piantate una bella piantina se è una giornata di sole.
  • Mettete una candela bianca su ogni finestra della casa, accendetele e fatele bruciare la notte del primo di Febbraio. Assicuratevi che siano lontane dalle tende o altro infiammabile.
  • Mettete una piccola ruota sull’altare.
  • Aprite tutte le finestre per fare entrare l’aria frizzantina e un pò di sole. Nuova energia per le vostre stanze.
  • Fate un giardino di candele, prendendo una piccola pentola di aluminio e riempendola di sale fino o sabbia. Piantate delle candeline o delle tea lights.
  • Fate una bella cena di Imbolc, mettendo sul tavolo tantissime candele, simboli del sole e draghi.
  • Decorate il vostro altare con candele bianche e lucine ( come ad esempio quelle di natale per l’albero).
  • Bruciate olio di sandalo.
  • Fate una bottiglia dei desideri che riempirete con tutti i desideri dei vostri amici, dei vostri cari e che brucerete a Ostara.
  • Giocate mettendovi con degli uomini in cerchio che si passano una candela velocemente e le donne che sono all’esterno cercano di spegnere soffiando la candela. Quello che ci riesce riceve un bacio.
  • Imbolc è il momento giusto per fare pulizie in casa, principalmente spazzando via la polvere.
  • Riempite un piatto con dei fiocchi di neve ritagliati nella carta e teneteli sull’altare o su un tavolo.
  • Purificate l’area dove leggete le carte o fate comunque della divinazione con del rosmarino e della verbena, bruciandole nell’incensiere.
  • Fate una passeggiata, cercando i primi segni della Primavera. Togliete le scarpe e i calzini, mettete i vostri piedi nel fango come i bimbi 🙂
  • Fate una corona di 13 candele rosse.
  • Lasciate del pane in una scodella fuori dalla porta, per le fate di passaggio.
  • Fate una piccola bacchetta con un ramo caduto e correte attorno nel giardino o nel bosco puntando agli alberi per farli risvegliare dall’inverno.
  • Fate la vostra scopetta per purificare il vostro spazio rituale e spazzare via il vecchio e abbracciare il nuovo.
  • Regalate piccoli cuscini dei sogni alle persone che amate.
  • E’ un giorno in cui si va in cerca di pozzi e si gettano le monetine dentro sperando nei propri desideri.
  • Imparate un nuovo hobby creativo che impegni le vostre manine belle.
  • Fate delle candele nuove e decoratele.
  • Bruciate le erbe che avete usato per decorare natale come il vischio e pungitopo in un fuoco di Imbolc per il ritorno della forza del Sole.
  • Fate un bel bagno rituale con sali alla lavanda o qualche goccia di olio alla lavanda.
  • E’ il momento sacro della poesia, scrivete una poesia in onore della Dea e leggetela ad alta voce durante il vostro rituale.
  • Bevete un bel bicchiere di vino rosso.
  • Riconsacrate i vostri arnesi.
  • Controllate le vostre erbe e buttate nel giardino quelle più vecchie di un anno.

Personalmente, aggiungerei questo piccolo rituale: la notte di Imbolc (prima o dopo la celebrazione, fate voi) lasciate una mantella rossa o verde, una coperta o un maglione (sempre rossi o verdi) sotto l’altare, o comunque in un luogo per voi sacro. Fate una preghiera a Brigid affinchè benedica e infonda la mantella con la sua energia guaritrice. Lasciatela lì tutta la notte e il giorno dopo avrete il vostro mantello di Brighid, utile per tutte le guarigioni.(5)

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Croce di Bigid: usata per protezione e come simbolo solare.

Potete anche fare una croce di Brigid (qui un tutorial). Oppure preparare un letto di Brigid: preparate un’effigie della Dea, che sia una bambolina fatta con la pasta di sale o semplicemente un fascio di grano vestito a festa, e mettetela in un cesto insieme a un simbolo fallico (va bene anche un cristallo di rocca). Rappresenta l’unione del maschile con il femminile, ed era un rituale molto diffuso nelle Isole Ebridi (che forse prendevano il nome proprio da lei.)

Per concludere, ecco a voi una lista di corrispondenze che potrebbero esservi utili (sempre da Strega delle Mele, la Dea la benedica!). Buon rituale e che la Dea vi benedica!

Simboli
Bamboline di grano, Scope, Candele, Fiori bianchi

Divinità
Tutte le divinità fanciulle e vergini, Brighid, Aradia, Athena, Inanna, Gaia e Februa, tutti gli Dei dell’amore e della Fertilità, Aengus Og, Eros e Februus.

Cibi tradizionali
Semi di zucca, semi di girasole, pane, tutti i latticini, peperoni, cipolle, aglio, uva passa, curry, i vini speziati e i thè di erbe.

Colori
Bianco, Rosa, Giallo, Marrone chiaro e verde pastello

Erbe
Angelica, Basilico, Alloro, Calendula, Iris, Mirra, Violette e tutti i fiori bianchi e gialli

Incensi
Basilico, Alloro, Cannella, Vaniglia, Mirra

Pietre
Ametista, Rubino, Onici e Turchesi

Animali
Rondini, Pecore, Agnelli, Cervi

Oli
Gelsomino, Garofano, Neroli, Oliva

Attività
Accensione di candele, raccogliere cristalli.

(1) Stavo giusto pensando: a voi non fa strano che la nascita del Dio avvenga a Yule? Voglio dire, se il Dio e la Dea si uniscono durante il sabba di Beltane (che è noto per questo), se mi faccio due calcoli, nove mesi dopo Beltane è Imbolc. In teoria un bambino nascerebbe adesso, non a Dicembre (infatti i bimbi nati a Imbolc vengono chiamati “figli di Beltane”, proprio perchè concepiti durante il Sabba). Proverò a scriverci un articolo in futuro.
(2) Io personalmente ho qualche dubbio, ma probabilmente approfondirò più avanti (forse quest’anno, forse no). Intanto ve l’ho detto.
(3) Per chi non lo sapesse, si dice che se il giorno di Imbolc è bello, l’orso/serpente/marmotta/quel che l’è, dopo aver sbirciato fuori, se ne tornerà a dormire, sintomo che l’inverno non è ancora finito.
(4) Brigid è stata cristianizzata in Santa Bridget o Brigida. Uno dei suoi luoghi sacri è appunto questo monastero in Irlanda dove, fino al regno di Enrico VIII, si teneva un rituale particolarmente evocativo: ogni notte, a turno, una delle diciannove monache che vivevano nel monastero teneva vivo il “fuoco di Bridget”. Alla diciannovesima notte, l’ultima monaca diceva: “Bridget proteggi il tuo fuoco. Questa è la tua notte”. La ventesima notte il fuoco veniva lasciato solo, e si diceva fosse la stessa Bridget a tenerlo acceso. Importante che a nessun uomo era concesso entrare nel recinto sacro dove ardeva detto fuoco).
(5) Non me la sono inventata, giuro, l’ho letta da qualche parte, ma morire se mi ricordo dove!

Fonti bibliografiche:

L’arte della Strega – Dorothy Morrison
L’arte della magia – Phyllis Currott
Feste pagane – Roberto Fattore
La visione del Sabba -Cronos
Il vischio e la Quercia – Riccardo Taraglio
Strega delle mele
Sacerdotesse di Avalon
Il Cerchio della Luna
Mie riflessioni

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MWL: Pantheon Tag – Danu

 

Qual è il tuo rapporto con la dea?

Ricomincio con il tag, in attesa di recuperare il mio telefono ormai defunto e fare i tag fotografici su Instagram. Dunque, io e la Dea.
Mi sto rendendo conto di non avere una ritualità classica pagana, il mio rapporto con gli Dei è piuttosto bislacco. Ma per me la Dea c’è, anche se forse ora un po’ meno che in passato.
Per molto tempo la Dea per me è stata Hecate. Classico, direte, è la Dea delle Streghe per eccellenza. In effetti per me era (ed è tuttora) il simbolo del mio cammino in questa spiritualità. Tuttavia, il nostro rapporto è un po’ scemato ultimamente, visto che ho cercato di concentrarmi di più sul Dio (per me gli uomini e il maschile sono una specie di mistero insondabile, per questo ho provato a ragionarci un po’ di più). Ora sento il bisogno di tornare indietro, dalla Madre, ma sento che non è più Ecate la mia guida. Non so ancora di chi si tratti con precisione, ma è diversa da Lei. E’ un aspetto della Dea che sicuramente non avrei mai pensato potesse avere a che fare con me, di questo sono certa. E forse ho anche un nome, ma non ne sono poi così certa. Insomma, è un rapporto in divenire, il nostro.

44 days of Witchery: Day 5 – A favourite Goddess

5 – Una Dea preferita

Ecate

C’è bisogno che vi parli di lei? Ecate è la madre di tutte le streghe, la Dea dei crocicchi, delle scelte e della libertà assoluta. Ella è una guida nel vero senso della parola, una Madre Oscura che conosce ogni strada che porta nell’oscurità e ritorno. C’è talmente tanto da dire su di lei che non saprei dove cominciare.