La Biblioteca di Amarganta: nuovo blog!

Ho aperto un blog. A parte questo.
Si chiama La Biblioteca di Amarganta, ovvio riferimento al libro La Storia Infinita di Michael Ende, e si occuperà di recensioni di libri (ma potrei spaziare anche in altre categorie, se mi gira).
Era da un po’ che lo volevo fare: i mondi di carta sono la mia seconda casa e potrebbe essere bello far girare le mio opinioni in un posto un po’ più colorato di Goodreads (mi sto scialando a fare i banner…che bello!).

Ecco qua il banner che vi ci porterà in diretta:

 

Sacerdotesse di Avalon

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MWL 5#: Alfabeto di strega: I come Ibisco

I come Ibisco

Genere: Femminile
Pianeta: Venere
Elemento: Acqua
Poteri: Lussuria, Amore, Divinazione

 Uso Magico:
Infuso di Hibiscus rosso porta lussuria.
I fiori si usano in sacchetti e incensi per l’amore.

L’Ibisco (Hibiscus sabdariffa ), conosciuto anche con il nome di karkadé  o Tè rosa dell’Abissinia, è una pianta arbustiva appartenente alla famiglia delle Malvaceae. E’originario delle Indie occidentali, ma è diffuso anche in Asia (India, Sri Lanka) ed Africa (Etiopia, Sudan). Produce talvolta esemplari alti oltre 2 metri, a seconda della specie: ne esistono circa 300 tra piccoli alberi, arbusti e piante erbacee annuali o perenni. Simbolo dell’estate, stagione in cui fiorisce, il karkadè è il fiore tra i capelli delle donne hawaiane, quello donato in ghirlande ai turisti in segno di benvenuto. Nelle isole polinesiane i ragazzi invece sono soliti appoggiarne un fiore sull’orecchio destro, se sono fidanzati, sull’orecchio sinistro, se sono  ancora liberi.

Il fiore di ibisco, conosciuto in America Latina anche col nome di “rosella”, viene comunemente utilizzato per preparare infusi e succhi in diversi paesi del continente sudamericano, per via del suo buon sapore e delle sue proprietà. In fitoterapia l’Ibisco viene utilizzato sottoforma di estratti secchi, infusi, polveri e tintura madre: ad uso interno è apprezzato  per le sue proprietà rinfrescanti, dissetanti, lassative, diuretiche, vitaminizzanti, angioprotettrici ed antinfiammatorie, mentre per uso esterno vanta proprietà lenitive. Le parti della pianta utilizzate in fitoterapia sono i fiori, anche se in molte preparazioni erboristiche vengono usati anche foglie, semi e radici. Diversi studi clinici hanno confermato la validità dell’ibisco contro la stanchezza, problemi otorinolaringoiatrici,  respiratori e gastrointestinali. L’olio essenziale ricavato dai semi di Ibisco, in quanto ricco di acidi grassi essenziali e vitamina E, è utile per abbassare il livello di colesterolo nel sangue.  Le foglie dell’Ibisco, che possono essere anche consumate in insalate, hanno proprietà rinfrescanti, emollienti, sedative e diuretiche. I fiori hanno un’azione diuretica e antirughe e sono utilizzati anche nella preparazione di salse, gelatine, marmellate e vini. Le radici dell’Ibisco, grazie al loro sapore amaro, vengono impiegate nel settore liquoristico nella produzione di amari.

Il karkadé contiene acidi organici e antocianosidi, che sono responsabili dalla colorazione rossa dell’infuso. Contiene inoltre flavonoidi, mucillagini, pectine ed eugenolo. Questa composizione spiega le proprietà anti infiammatorie, calmanti, anti asteniche e leggermente lassative del karkadé.

L’Ibisco è anche un’erba magica, che estende il suo potere magico a tre campi molto specifici e particolari: divinazione, amore e desiderio sessuale: dopo essersi procurati l’erba, farne un infuso, oppure metterla in sacchetti che sia possibile portare con sé o da tenere nella propria stanza, oppure è anche possibile fare degli incensi. Profumo, bellezza e magia vanno molto spesso di pari passo, sta a noi guardare con la mente libera il mondo che ci circonda e la Natura ci compenserà dell’attenzione e il rispetto che le riserviamo.

Oleolito di Ibisco

In questo caso avremo bisogno di fiori di ibisco essiccati. Riempite circa un terzo del vostro barattolo con questi fiori, la rimanente parte sarà riempita di olio. Con l’Ibisco è particolarmente indicato l’olio di macadamia. Il barattolo dovrà essere lasciato a macerare al sole per circa 40 giorni, ricordandovi di agitare la soluzione quotidianamente. Trascorso il periodo di riposo, filtrate il vostro composto e trasferitelo come sempre in un barattolo dal vetro scuro. I fiori di ibisco sono particolarmente indicati per la cura della pelle e dei capelli, grazie alla forte azione antiossidante. Questa soluzione aiuta a mantenere la pelle giovane e i capelli lucidi.

 

Fonti:
Cunningham’s Encyclopedia of Magical Herbs di Scott Cunningham
http://ambientebio.it/5-ricette-di-oleoliti-per-una-pelle-giovane-e-sana/

MWL: The Pagan Path Project: Il Tuo Suono

Il Tuo Suono

Amo profondamente la musica. E’ la colonna sonora delle mie giornate, ogni racconto che scrivo è in qualche modo legato a una canzone. Ci sono alcune canzoni che sento legate al mio percorso, alcune sono tipicamente celtiche e medievali, altre sono un po’ più pop (io non mi faccio problemi), altre sono colonne sonore o pezzi di musica classica. Non ho mai veramente usato canzoni nei rituali, nè ho mai suonato (più del flauto non riesco a fare) ma ho provato a cantare, in modo molto semplice, ed è sicuramente una delle esperienze più profonde che abbia mai sentito.
La mia cantante preferita, in assoluto, è Loreena McKennit. Quasi tutte le sue canzoni toccano le mie corde più profonde, e a volte le ho utilizzate per connettermi all’energia dei Sabba. Lo conosciuta grazie al video che vedete qui sotto, che unisce uno dei miei film preferiti, Princess Mononoke, con quella che per me è in assoluto la canzone più bella di Loreena, e di sicuro quella che sento più vicina a me. Qui sotto video e traduzione del testo:

The Mummers’ Dance

When in the springtime of the year
When the trees are crowned with leaves
When the ash and oak, and the birch and yew
Are dressed in ribbons fair

 When owls call the breathless moon
In the blue veil of the night
The shadows of the trees appear
Amidst the lantern light

 We’ve been rambling all the night
And some time of this day
Now returning back again
we bring a garland gay

 Who will go down to those shady groves
And summon the shadows there
And tie a ribbon on those sheltering arms
In the springtime of the year

 The songs of birds seem to fill the wood
That when the fiddler plays
All their voices can be heard
Long past their woodland days

 And so they linked their hands and danced
Round in circles and in rows
And so the journey of the night descends
When all the shades are gone

 “A garland gay we bring you here
And at your door we stand
It is a sprout well budded out
The work of Our Lord’s hand”

Traduzione

Quando il tempo di primavera dell’anno
Quando gli alberi si incoronano con le foglie
Quando il frassino e la quercia, e la betulla e i tassi
Si rivestono con nastri da festa

 Quando i gufi fanno il loro richiamo alla luna trafelata
Nel velo blu della notte
Appaiono le ombre degli alberi
Nel mezzo della luce delle lucerne

 Siamo rimasti a vagare tutta la notte
E qualche volta in questa giornata
Ora, tornando indietro di nuovo
portiamo un’allegra ghirlanda

 Chi scenderà a quelle chiome ombrose
E lì evocarà le ombre
E legherà un nastro a quelle braccia che offrono riparo
Nella primavera dell’anno

 I canti degli uccelli semrano riempire il bosco
Tanto che quando il violinista suona
Tutte le loro voci possono essere udite
Ben dopo i loro giorni silvestri

 E così si davano la mano e danzavano
In cerchi circolari e in file
E così volge al termine il viaggio della notte
Quando tutte le ombre se ne sono andate

 “Un’allegra ghirlanda noi ti rechiamo qui
E stiamo fuori dalla tua porta
E’ un germoglio ben sbocciato
Il lavoro delle mani del nostro Signore”

 Un’altra canzone per me molto importante è italiana. E’ dei Modena City Ramblers, un gruppo che ho conosciuto da poco e per me è rappresentativa del mio percorso, anche se non riesco a spiegarvi bene il motivo: il viaggio, la casa, l’addio. Per questo credo. Vi lascio il video qui sotto:

T3P

MWL: Pantheon Tag – Cernunnos

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Qual è il tuo animale preferito/totem/ animale con cui lavori?

Questa domanda casca proprio a fagiuolo: in questo periodo sto facendo un lavoro con l’Oracolo dei Druidi e le Lune Celtiche, quindi è un parlare di animali continuo. Vediamo con ordine di rispondere.
Il mio animale preferito in assoluto è il drago. Credo di averlo già detto da qualche parte. Non avete idea di quanto mi piacerebbe lavorare con lui (con l’Oracolo dovrei farcela, ci sono quattro carte dei Draghi!). Se parliamo di animali più tangibili, scegliere il mio preferito in assoluto è veramente arduo, perchè bene o male mi piacciono tutti, o comunque molti: forse il lupo è quello che sta una spanna sopra gli altri.Il mio animale totem non è ancora molto chiaro: nelle meditazioni mi si sono mostrate diverse guide, un lupo, una rana, un serpente. E gli animali che sogno di più sono in assoluto gatti, serpenti e da qualche tempo gufi (anche se stanotte ho sognato un ragno). Quindi è ancora un’incognita.
Quanto a lavorare con gli animali, ci stiamo attrezzando anche per questo: una volta capito quale diamine sarebbe il mio animale guida mi piacerebbe lavorare di più con lui, per il momento l’unico animale con cui ho mai lavorato è il mio gatto (che viene a bersi l’acqua dal calderone durante i rituali. Massima espressione di lavoro da parte sua).

MWL: Pantheon Tag – Brighid

 

Parlaci del tuo rapporto con il dio.

 Cosa caspio c’entri Brighid con il Dio io non lo so, ma, ehi!, non conosco molto questa Dea quindi pace. Tornando alla domanda, il mio rapporto con il Dio è in via di definizione. Come donna e come femminista nata con il gene della polemica, a volte faccio fatica a relazionarmi con gli uomini, anche se ci provo. Una cosa che vorrei e dovrei fare è lavorare con il mio lato più maschile, ma se penso al Dio a cui mi sto riferendo di più la vedo un po’ dura. E’ Loki, il dio transgender per eccellenza, e per ovvi motivi con lui non ho ancora celebrato per bene. Per me il Dio, attraverso Loki, è una figura ancora distante, che mi guarda con un sorrisetto e aspetta che giunga il momento di parlare per bene. Intanto, penso che alcuni dei miei “guai” (per modo di dire) me li abbia mandati lui. Così, per simpatia. Sì, è un rapporto un po’ particolare. Vediamo come andrà.
Un’altra “figura” per me importante è il Tonante. Io lo chiamo così, ancora non sono riuscita a definire neanche da quale Pantheon venga: potrebbe essere Thor o anche Zeus, visto che i miei dei “patroni”(le virgolette sono d’obbligo) vengono sono un dio nordico e una dea greca. Va da sè che anche con lui non ho ancora capito bene come relazionarmi.

Guida dell’esploratore a Malta

Pensavo di mettere sul blog una rubrica dedicata ai miei viaggi (sì, perchè se non prendo l’aereo almeno una volta l’anno non sono contenta). Tra vacanze e scavi vari dovrebbe venire fuori qualcosa di carino. Non penso di farne un altro blog, non sto in giro così spesso.

Questa volta è toccato a Malta. Complice un provvidenziale lavoro offerto al mio uomo e la quasi totale mancanza di contatti con lui causa mancanza di internet, mi sono armata di Kindle e costume da bagno e sono volata per le isole maltesi, dove sono rimasta per tre settimane circa.

Intanto, informazione numero uno: non è un’isola, ma due, Malta e Gozo (che a quanto capito è la meta dei weekend fuori porta dei maltesi.) Non so come sia Gozo, non sono riuscita ad andarci, i traghetti chiudevano alle sei e mezza del pomeriggio, quindi non è posto per una passeggiatina serale e via.

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La Pretty Bay con vista sul porto industriale

Io ero appostata a Birzebbugia, ridente (??) cittadina situata di fronte al porto industriale, che domina con le sue enormi gru la Pretty Bay, la spiaggia della città. Non sono mai riuscita a farmi una giornata in spiaggia che una, ma lì è colpa del mio uomo che odia la spiaggia, ha paura del mare, gli vengono le otiti eccetera. In compenso vi posso dire che l’acqua dopo le cinque del pomeriggio è calda e piacevole (oltretutto va giù velocemente, quindi se amate nuotare è l’ideale, se avete bambini dategli un occhio prima che s’affogano). Ah, l’acqua sembra pulita la maggior parte delle volte, ma non è trasparente, ne ho viste di più belle. Non ci sono alghe, ma ci sono diversi cartelli in città sulle meduse (voi lo sapevate che esistono meduse innocue? Io no) e io le ho viste una volta: erano enormi e viola scuro. Quando le ho viste mi sono girata di 180° e sono fuggita.

Una cosa interessante è che ho visto diverse persone (maltesi) che si facevano il bagno nella piccola baietta dove parcheggiavano le barchette, giusto davanti al nostro appartamento: sul lungo mare ci sono scalette che portano agli scogli di questa mini-baia, e lì l’acqua è veramente bella: trasparente, pulita, coi pesciolini. Armatevi di pazienza per scendere dalle rampe delle barche (sono quasi tutte barche a remi, quindi tranquilli, non vi vengono addosso) piene di alghe e fatevi un bel bagnetto veloce. Scordatevi di starci a prendere il sole perchè non c’è spazio. In compenso ho visto un sacco di maltesi armati di sedie e pentole con la pasta.

Ah, un’altra cosa che noterete spesso nell’isola, in qualsiasi zona sul lungo mare, sono i cartelli in maltese (lingua astrusa dalle evidenti connotazioni arabe, con un misto di parole inglesi e italiane prese a caso) con sopra un evidente e universale NO BBQ: cioè niente barbecue. Il fatto che sia necessario dichiararlo la dice lunga: i maltesi hanno per il barbecue un’ossessione pari a quella di un italiano per la partita di calcio. Fanno barbecue ovunque sia permesso, con un vistoso tripudio di carne, patatine, stuzzichini e schifezze varie. E birra. Tanta birra maltese di pessima qualità. La Cisk è la marca che va per la maggiore (che fa anche una fresca birra ai lamponi, molto buona e leggera devo dire). La fissazione dei maltesi per la birra è pari a quella che hanno per la carne di maiale.

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Fuochi artificiali a caso a Birzebbugia

In pratica, i maltesi passano la vita a mangiare e bere birra. La birra fa schifo (non regge minimanente il confronto con birre anglosassoni, e loro in teoria lo sarebbero, quindi non si spiega) e il cibo è…anglosassone. Sono riusciti a unire il peggio degli inglesi (cibo scadente) con il peggio dei mediterranei (indolenza e chiara voglia di mettertelo in quel posto). Insomma, il peggio del peggio. Hanno dei meriti, sia chiaro: sono gentili, ospitali, alla mano. Amano ridere e parlare e stare seduti fuori dalle case a chiaccherare con gli amici. Sono chiassosi come può esserlo solo un popolo che ha fatto dei fuochi d’artificio lo sport nazionale.

Ecco, i fuochi d’artificio. Durante le feste di paese (che ad agosto sono molto numerose, e durano settimane intere) fanno partire fuochi d’artificio da qualsiasi punto elevato disponibile, a tutte le ore possibili del giorno e della notte (sì, di giorno, quando non si vede un accidente). A volte sono vere e proprie bombe, roba che una festa di paese sembra un attacco terroristico. In certe occasioni fanno anche competizioni a squadre: io ho visto la squadra locale sfidarsi con quella di un altra paese (chissà quale) nella piazza principale. Divisa in due, ogni spazio ospitava le costruzioni pirotecniche (tipo girandole e cose così) di una squadra. E le immancabili bande di paese, le marching show bands, che danno il loro contributo al frastuono generale.

Un’altra cosa che ho notato in queste feste (e che a me ha fatto un po’ girar le palle) sono le bancarelle: voglio dire, qualsiasi festa di paese non sarebbe tale senza le bancarelle rionali, no? Piene di oggettini artigianali, cibi tipici, collanine, vestitini, coloro e suoni, no? Ecco, a Malta le bancarelle constano di due cose: giocattoli di plastica (tipo quelli dei cinesi) e cibo-spazzatura: hot dog, hamburger, patatine. Fine. Non avete idea di quanto mi abbia fatto tristezza sta cosa. Non credo esistano bancarelle degne di questo nome a Malta, forse al mercato?

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La Blue Grotto vista dall’alto

Ci sono diversi posti interessanti nell’isola: uno di questi è la Blue Grotto. E’ una grotta di origine naturale con un bellissimo spaccato a strapiombo. C’è un servizio di barchette che ti porto dritto dentro, ma funziona solo se il mare è calmo (quando ci sono andata io, manco a dirlo, non c’era). C’è un bel punto panoramico da cui si può vedere la grotta, e intorno al servizio di barchette c’è un bel villaggetto, con bar (manco a dirlo) ristoranti e un punto riparato in cui si può fare il bagno (ha un frangiflutti naturale). Lì l’acqua mi è sembrata molto bella e pulita, ma non c’è una spiaggia, giusto un insieme di scogli. Comunque, c’è un’area attrezzata (si fa per dire) per il barbecue, se avete una griglia dietro potete approfittarne.

A proposito di barbecue: durante una di queste tipici passatempi locali, ho avuto l’occasione di sentire diverse storie interessanti relative a  Mdina (si legge Medina), una città medievale dell’isola. Ha il suo equivalente (a quanto pare, esattamente identica) a Gozo. Io ho avuto occasione di visitare quella su Malta: erano le sei di sera, il tramonto tingeva di arancione le strade di pietra e le mura medievali. Insomma, un bello scenario: peccato che in giro non ci fosse quasi nessuno, a parte turisti. Anche i negozi erano tutti chiusi. Pareva proprio una città fantasma. E sono proprio i fantasmi i protagonisi di questa città: ho sentito diversi racconti spettrali dai maltesi. Si dice che chiunque resti per le strade dentro le mura avrà un incontro con i fantasmi. Solo per chi non ha il cuore debole.

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La Valletta

Valletta è la capitale delle isole: è piccola per una capitale, ma considerato la dimensione ridotta dell’isola, dove per andare da un capo all’altro basta una mezzora di macchina, non c’è neanche da stupirsi tanto. E’ una città medievale, circondata da alte mura, situata su una collina (almeno credo: ho visto vie innalzarsi con una pendenza di 80° circa). Molto bellina, ha un museo archeologico niente male, molto ben organizzato (manco a dirlo, appena l’ho visto mi ci sono fiondata). Spiega molto bene le varie fasi di occupazione dell’Isola fino ai Romani, con bellissimi reperti selezionati con un criterio. A Valletta c’è anche l’unica biblioteca che sono riuscita a vedere, ma da quanto ho capito non è l’unica sull’isola, anzi.
Tra l’altro, a Valletta e da Valletta ci si può muovere agevolmente per tutta l’isola, grazie al servizio di bus che unisce praticamente tutte le località dell’isola-tranne forse lo zoo. Credo sia l’unico posto dove non passa neanche un autobus, ma potrei sbagliarmi.

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Io e il leoncino

A proposito dello zoo. Io sono andata diverse volte grazie al padre del mio ragazzo, che lavora lì. Sono riuscita a vedere due leoncini appena arrivati che ancora non erano esposti al pubblico (l’altro leone se li mangiava, capacissimo). In ogni caso, a me non è piaciuto per niente. A parte il fatto aberrante di mettere degli animali in gabbia per divertimento, e l’empatia spontanea che ho sentito con quelle povere creature, hanno delle gabbie minuscole. Ma proprio piccole. Non vi dico come erano conciati i felini, in due per specie in un metro quadrato (sempre per specie). Mi veniva da vomitare ogni volta che andavo. Sembra che stanno ingrandendo un paio di gabbie, ma non mi sembrano molto meglio. Ci sono un po’ di giochi per bambini, tipo scivoli e cose così. La parte migliore è il ristorante: italiani a Malta, udite udite! Lo chef è italiano e il pizzaiolo pure (quello che fa gli impasti). Quindi se volete mangiare bene a Malta, andate lì. Allo stato attuale delle cose credo sia l’unico posto decente.

Sull’isola ci sono diversi siti archeologici preistorici di un certo interesse (che non sono riuscita a vedere. Sascha, per questo ti ucciderò). Nel complesso credo sia l’unico aspetto dell’isola che valga veramente la pena, se non vi interessano posti come Paceville (praticamente un’unica strada composta interamente da locali) o il villaggio di Braccio di Ferro. In sostanza, se vi capita di farvi un paio di giorni (magari perchè siete siciliani, c’è il traghetto che va dalla Sicilia a Malta e viceversa) vi godete sole, mare, vento relativamente leggero (ci sono dei giorni in cui soffia forte, ma non sono la maggioranza), autoctoni simpatici e alla mano, guida all’ inglese se volete provare l’ebbrezza, acqua desalinizzata dai rubinetti (Malta non possiede sorgenti di acqua dolce, tutta l’acqua corrente viene dal mare, depurata con un impianto), negozi aperti quando gli gira a loro (alle sette di sera si chiude, chissenefrega se siamo una città di mare e la gente di sera gira e spende). Insomma, se vi intriga andate, ma se prendete venti chili in una settimana poi non prendetevela con me.

Voto: 4/10