Guida dell’esploratore a Malta

Pensavo di mettere sul blog una rubrica dedicata ai miei viaggi (sì, perchè se non prendo l’aereo almeno una volta l’anno non sono contenta). Tra vacanze e scavi vari dovrebbe venire fuori qualcosa di carino. Non penso di farne un altro blog, non sto in giro così spesso.

Questa volta è toccato a Malta. Complice un provvidenziale lavoro offerto al mio uomo e la quasi totale mancanza di contatti con lui causa mancanza di internet, mi sono armata di Kindle e costume da bagno e sono volata per le isole maltesi, dove sono rimasta per tre settimane circa.

Intanto, informazione numero uno: non è un’isola, ma due, Malta e Gozo (che a quanto capito è la meta dei weekend fuori porta dei maltesi.) Non so come sia Gozo, non sono riuscita ad andarci, i traghetti chiudevano alle sei e mezza del pomeriggio, quindi non è posto per una passeggiatina serale e via.

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La Pretty Bay con vista sul porto industriale

Io ero appostata a Birzebbugia, ridente (??) cittadina situata di fronte al porto industriale, che domina con le sue enormi gru la Pretty Bay, la spiaggia della città. Non sono mai riuscita a farmi una giornata in spiaggia che una, ma lì è colpa del mio uomo che odia la spiaggia, ha paura del mare, gli vengono le otiti eccetera. In compenso vi posso dire che l’acqua dopo le cinque del pomeriggio è calda e piacevole (oltretutto va giù velocemente, quindi se amate nuotare è l’ideale, se avete bambini dategli un occhio prima che s’affogano). Ah, l’acqua sembra pulita la maggior parte delle volte, ma non è trasparente, ne ho viste di più belle. Non ci sono alghe, ma ci sono diversi cartelli in città sulle meduse (voi lo sapevate che esistono meduse innocue? Io no) e io le ho viste una volta: erano enormi e viola scuro. Quando le ho viste mi sono girata di 180° e sono fuggita.

Una cosa interessante è che ho visto diverse persone (maltesi) che si facevano il bagno nella piccola baietta dove parcheggiavano le barchette, giusto davanti al nostro appartamento: sul lungo mare ci sono scalette che portano agli scogli di questa mini-baia, e lì l’acqua è veramente bella: trasparente, pulita, coi pesciolini. Armatevi di pazienza per scendere dalle rampe delle barche (sono quasi tutte barche a remi, quindi tranquilli, non vi vengono addosso) piene di alghe e fatevi un bel bagnetto veloce. Scordatevi di starci a prendere il sole perchè non c’è spazio. In compenso ho visto un sacco di maltesi armati di sedie e pentole con la pasta.

Ah, un’altra cosa che noterete spesso nell’isola, in qualsiasi zona sul lungo mare, sono i cartelli in maltese (lingua astrusa dalle evidenti connotazioni arabe, con un misto di parole inglesi e italiane prese a caso) con sopra un evidente e universale NO BBQ: cioè niente barbecue. Il fatto che sia necessario dichiararlo la dice lunga: i maltesi hanno per il barbecue un’ossessione pari a quella di un italiano per la partita di calcio. Fanno barbecue ovunque sia permesso, con un vistoso tripudio di carne, patatine, stuzzichini e schifezze varie. E birra. Tanta birra maltese di pessima qualità. La Cisk è la marca che va per la maggiore (che fa anche una fresca birra ai lamponi, molto buona e leggera devo dire). La fissazione dei maltesi per la birra è pari a quella che hanno per la carne di maiale.

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Fuochi artificiali a caso a Birzebbugia

In pratica, i maltesi passano la vita a mangiare e bere birra. La birra fa schifo (non regge minimanente il confronto con birre anglosassoni, e loro in teoria lo sarebbero, quindi non si spiega) e il cibo è…anglosassone. Sono riusciti a unire il peggio degli inglesi (cibo scadente) con il peggio dei mediterranei (indolenza e chiara voglia di mettertelo in quel posto). Insomma, il peggio del peggio. Hanno dei meriti, sia chiaro: sono gentili, ospitali, alla mano. Amano ridere e parlare e stare seduti fuori dalle case a chiaccherare con gli amici. Sono chiassosi come può esserlo solo un popolo che ha fatto dei fuochi d’artificio lo sport nazionale.

Ecco, i fuochi d’artificio. Durante le feste di paese (che ad agosto sono molto numerose, e durano settimane intere) fanno partire fuochi d’artificio da qualsiasi punto elevato disponibile, a tutte le ore possibili del giorno e della notte (sì, di giorno, quando non si vede un accidente). A volte sono vere e proprie bombe, roba che una festa di paese sembra un attacco terroristico. In certe occasioni fanno anche competizioni a squadre: io ho visto la squadra locale sfidarsi con quella di un altra paese (chissà quale) nella piazza principale. Divisa in due, ogni spazio ospitava le costruzioni pirotecniche (tipo girandole e cose così) di una squadra. E le immancabili bande di paese, le marching show bands, che danno il loro contributo al frastuono generale.

Un’altra cosa che ho notato in queste feste (e che a me ha fatto un po’ girar le palle) sono le bancarelle: voglio dire, qualsiasi festa di paese non sarebbe tale senza le bancarelle rionali, no? Piene di oggettini artigianali, cibi tipici, collanine, vestitini, coloro e suoni, no? Ecco, a Malta le bancarelle constano di due cose: giocattoli di plastica (tipo quelli dei cinesi) e cibo-spazzatura: hot dog, hamburger, patatine. Fine. Non avete idea di quanto mi abbia fatto tristezza sta cosa. Non credo esistano bancarelle degne di questo nome a Malta, forse al mercato?

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La Blue Grotto vista dall’alto

Ci sono diversi posti interessanti nell’isola: uno di questi è la Blue Grotto. E’ una grotta di origine naturale con un bellissimo spaccato a strapiombo. C’è un servizio di barchette che ti porto dritto dentro, ma funziona solo se il mare è calmo (quando ci sono andata io, manco a dirlo, non c’era). C’è un bel punto panoramico da cui si può vedere la grotta, e intorno al servizio di barchette c’è un bel villaggetto, con bar (manco a dirlo) ristoranti e un punto riparato in cui si può fare il bagno (ha un frangiflutti naturale). Lì l’acqua mi è sembrata molto bella e pulita, ma non c’è una spiaggia, giusto un insieme di scogli. Comunque, c’è un’area attrezzata (si fa per dire) per il barbecue, se avete una griglia dietro potete approfittarne.

A proposito di barbecue: durante una di queste tipici passatempi locali, ho avuto l’occasione di sentire diverse storie interessanti relative a  Mdina (si legge Medina), una città medievale dell’isola. Ha il suo equivalente (a quanto pare, esattamente identica) a Gozo. Io ho avuto occasione di visitare quella su Malta: erano le sei di sera, il tramonto tingeva di arancione le strade di pietra e le mura medievali. Insomma, un bello scenario: peccato che in giro non ci fosse quasi nessuno, a parte turisti. Anche i negozi erano tutti chiusi. Pareva proprio una città fantasma. E sono proprio i fantasmi i protagonisi di questa città: ho sentito diversi racconti spettrali dai maltesi. Si dice che chiunque resti per le strade dentro le mura avrà un incontro con i fantasmi. Solo per chi non ha il cuore debole.

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La Valletta

Valletta è la capitale delle isole: è piccola per una capitale, ma considerato la dimensione ridotta dell’isola, dove per andare da un capo all’altro basta una mezzora di macchina, non c’è neanche da stupirsi tanto. E’ una città medievale, circondata da alte mura, situata su una collina (almeno credo: ho visto vie innalzarsi con una pendenza di 80° circa). Molto bellina, ha un museo archeologico niente male, molto ben organizzato (manco a dirlo, appena l’ho visto mi ci sono fiondata). Spiega molto bene le varie fasi di occupazione dell’Isola fino ai Romani, con bellissimi reperti selezionati con un criterio. A Valletta c’è anche l’unica biblioteca che sono riuscita a vedere, ma da quanto ho capito non è l’unica sull’isola, anzi.
Tra l’altro, a Valletta e da Valletta ci si può muovere agevolmente per tutta l’isola, grazie al servizio di bus che unisce praticamente tutte le località dell’isola-tranne forse lo zoo. Credo sia l’unico posto dove non passa neanche un autobus, ma potrei sbagliarmi.

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Io e il leoncino

A proposito dello zoo. Io sono andata diverse volte grazie al padre del mio ragazzo, che lavora lì. Sono riuscita a vedere due leoncini appena arrivati che ancora non erano esposti al pubblico (l’altro leone se li mangiava, capacissimo). In ogni caso, a me non è piaciuto per niente. A parte il fatto aberrante di mettere degli animali in gabbia per divertimento, e l’empatia spontanea che ho sentito con quelle povere creature, hanno delle gabbie minuscole. Ma proprio piccole. Non vi dico come erano conciati i felini, in due per specie in un metro quadrato (sempre per specie). Mi veniva da vomitare ogni volta che andavo. Sembra che stanno ingrandendo un paio di gabbie, ma non mi sembrano molto meglio. Ci sono un po’ di giochi per bambini, tipo scivoli e cose così. La parte migliore è il ristorante: italiani a Malta, udite udite! Lo chef è italiano e il pizzaiolo pure (quello che fa gli impasti). Quindi se volete mangiare bene a Malta, andate lì. Allo stato attuale delle cose credo sia l’unico posto decente.

Sull’isola ci sono diversi siti archeologici preistorici di un certo interesse (che non sono riuscita a vedere. Sascha, per questo ti ucciderò). Nel complesso credo sia l’unico aspetto dell’isola che valga veramente la pena, se non vi interessano posti come Paceville (praticamente un’unica strada composta interamente da locali) o il villaggio di Braccio di Ferro. In sostanza, se vi capita di farvi un paio di giorni (magari perchè siete siciliani, c’è il traghetto che va dalla Sicilia a Malta e viceversa) vi godete sole, mare, vento relativamente leggero (ci sono dei giorni in cui soffia forte, ma non sono la maggioranza), autoctoni simpatici e alla mano, guida all’ inglese se volete provare l’ebbrezza, acqua desalinizzata dai rubinetti (Malta non possiede sorgenti di acqua dolce, tutta l’acqua corrente viene dal mare, depurata con un impianto), negozi aperti quando gli gira a loro (alle sette di sera si chiude, chissenefrega se siamo una città di mare e la gente di sera gira e spende). Insomma, se vi intriga andate, ma se prendete venti chili in una settimana poi non prendetevela con me.

Voto: 4/10

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