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Tutti gli articoli per il mese di giugno 2014

MWL: Pantheon Tag – Bran

Pubblicato giugno 28, 2014 da rollystardust

https://i1.wp.com/www.timelessmyths.com/celtic/gallery/lleu.jpg 

Fonte di maggiore soddisfazione personale

Lo studio, la lettura e la scrittura. Mi dà una soddisfazione immensa imparare cose nuove, specie se poi posso metterle in pratica in qualche modo, che si tratti di cose pratiche, ritualità o aneddoti che ispirano racconti. Ultimamente sto scoprendo il piacere della condivisione, del mettere per iscritto le mie scoperte per farle conoscere, ed è un campo nuovo ma bello per me. Ma la soddisfazione più grande è scrivere dei bei racconti: fantasiosi, divertenti o commoventi, se riesco a scrivere qualcosa che piaccia, qualcosa di bello e particolare, per me è una gran soddisfazione. Così come trovare un racconto o un libro particolarmente belli, nel marasma di internet. Sono le tre cose che mi soddisfano di più.

Le Lune dei Druidi: Animale Totem, cos’è e come incontrarlo

Pubblicato giugno 26, 2014 da rollystardust

Visto che ho deciso di buttarmi su questo progetto mezzo-strampalato sulle lune chiamate celtiche (cioè, con associate un determinato animale totem della tradizione celtica) (è colpa di Matthews, non è mia, prendetevela con lui), stavo pensando che sarebbe carino fare un articoletto su cos’è un animale totem, che differenza c’è con lo spirito guida e il familiar (quesito che sembra quasi un puzzle insolvibile peggio del cubo di Rubik) e su varie tecniche per incontrarlo. Forse non servirà per tutto il cucuzzaro, ma potrebbe tornare utile in generale, quindi andiamo a incominciare.

ATTENZIONE: metterò questo avviso in tutti i miei post, io NON detengo la verità assoluta. L’articolo che segue è frutto di mie ricerche ed esperienze, non ho la scienza infusa nè sostituisco il vostro cervello. Quindi prendete tutto quello che dico con un minimo di testa e fate le vostre ricerche prima di fare cagate. Amen.

 Animale totem, animale guida, animale di potere

Cominciamo con il definire il Famiglio o Familiar, che è la cosa più facile: si tratta di un’entità a volte astrale, ma più spesso fisica, che aiuta la strega a compiere i suoi lavori magici. E’ un aiutante, non una guida, nè un insegnante: è un animale che compie con voi il vostro viaggio, un fratello e un compagno.

L’ animale totem  è un animale che rappresenta le caratteristiche della persona o del gruppo a cui è associato, non è visto come entità astrale, ma piuttosto come un simbolo. I poteri attribuiti a questo animale sono di ispirazione per il comportamento, i valori, gli obbiettivi di crescita, della Tribù, del Clan o del singolo individuo. Il totem, in questo senso, può essere liberamente scelto, come simbolo che ci rappresenti o che rappresenti qualità che vogliamo imitare o con cui sentiamo affinità, per quanto sia meglio fare una scelta attenta e ponderata: più tendiamo a identificarci con un animale, più cominceremo ad assomigliargli.

L’animale guida è, invece, una guida nel vero senso della parola. E’ uno spirito che può assumere svariate forme, animale, umana, vegetale, addittura minerale o elementale in alcuni casi. Si tratta di spiriti Archetipi, che riuniscono in se stessi il potere e le caratteristiche di tutti gli appartenenti a quella determinata specie. Ossia, il Lupo come animale guida riunisce in sè tutte le caratteristiche di tutti i lupi esistenti, esistiti e che esisteranno in futuro. Ogni persona ha almeno un animale guida che lo protegge per tutta la vita, e altri che vengono a lui per periodi di tempo più o meno lunghi, a volte per anni, a volte per un giorno solo. Ogni animale guida è diverso dall’altro: anche qualora due o più persone condividano la stessa guida, non sarà identica, ma si presenterà a ognuno di loro con le caratteristiche più adatte a favorire la loro crescita personale. L’animale guida è strettamente personale, al punto che spesso è consigliabile non rivelare nè la sua identità nè il suo nome. Se avete dei dubbi, chiedeteglielo.
Si possono avere più di uno spirito guida contemporaneamente: nella Tradizione Feerica della Wicca, il celebrante è accompagnato nel regno fatato da due guide, un Maestro (umano generalmente) e un Compagno Animale, nella tradizione dei Nativi Americani si dice che ogni persona abbia nove spiriti animali, uno per il potere di ciascuna direzione (Nord, Est, Sud e Ovest), uno per la direzione della Terra, uno per il Cielo, uno per il Centro, ed infine due che ci accompagnano per tutta la vita, uno cammina alla nostra destra ed uno alla nostra sinistra.
Il contatto con il proprio Animale è un rapporto di interscambio, in cui lui ci insegna quei modi di comportarsi o quelle caratteristiche in cui noi siamo carenti, inoltre è una vera e propria guida nei piani sottili, senza la quale viaggiare in questi mondi diventa pericoloso. Mai viaggiare nei Mondi dello Spirito senza una guida, si rischia di perdersi e di fare incontri che poi lasciano strascichi sul piano fisico. Da parte nostra possiamo fornire loro energia attraverso delle offerte ed anche semplicemente prestandogli attenzione o danzando per lui.
Il contatto con lo spirito Guida può essere accresciuto conoscendolo il più possibile, sia sul piano dello Spirito sia dai suoi simili sul piano fisico, facendo ricerche, osservandolo nel suo ambiente naturale, riempiendo la vostra casa e il vostro spazio sacro con sue immagini, creando qualcosa che sia legato a lui, come un dipinto, una poesia, una canzone.Più questi “scambi” saranno frequenti e il rapporto con il proprio Animale sarà assiduo, più il contatto sarà forte e stabile.

In ultimo, l’animale di potere è in tutto simile all’animale Guida, tranne che non è lui a cercare voi, ma voi a cercare lui: l’animale di Potere è una forza archetipale legata alle caratteristiche dell’animale fisico, esattamente come lo spirito guida. Fondamentalmente, si tratta di Spiriti portatori di doni e di saggezza. A volta sarete voi stessi a richiedere di parlare con loro, a volte sarà la vostra guida a portarvi da loro, a volte si presenteranno spontaneamente. In ogni caso ricordate che si tratta di esseri potenti e antichi: non trattateli MAI in maniera irrispettosa, e non incontrateli MAI senza la vostra guida, specie se è una vostra idea. Dubito che un animale Guida vi lascerebbe fare qualcosa di pericoloso, ma più avanti sarà necessario per voi affrontare alcuni di loro, e senza il suo aiuto rischiate. Ecco, non rischiate. Se non volete fare brutte esperienze, chiedete al vostro animale guida, sempre.

Questo è per darvi una panoramica sui vari termini: è ovvio che non sono paletti fissi, ma concetti fluidi che possono adattarsi a molte situazioni. Il vostro animale guida può diventare il vostro totem, un famiglio passato oltre potrebbe diventare una guida o un alleato nei regni dello Spirito, eccetera.

Come trovare l’animale guida

Se avete saltato la prima parte per arrivare qui, FERMI! Tornate indietro e leggete tutto dall’inizio. Fidatevi, se non sapete cosa state facendo e perchè, avrete come risultato quello di prendervi una sonora sgridata dal vostro animale totem, se siete fortunati, o di fare incontri non piacevoli, se proprio avete sfiga. Non voglio spaventarvi, ma cercate di presentarvi con un minimo di consapevolezza che è meglio. Ricordate sempre la cortesia quando avete a che fare con loro: siate educati, come sareste con una persona che avete appena incontrato, e ricordate che dovete darvi tempo per conoscervi a vicenda. Se vedete un animale che si mostra aggressivo con voi o vi mostra i denti, terminate l’esercizio e state tranquilli, non vi sarà fatto del male. Nel caso ciò accada, interrogatevi sul significato del fatto: è possibile che non foste pronti per questo incontro, ma è anche possibile che il vostro totem volesse mettervi alla prova. Oppure ancora, è possibile che si trattasse della proiezione delle vostre paure più recondite, o che foste spaventati all’idea di viaggiare in un mondo così sconosciuto. Esaminate la situazione: se non vi sentite sicuri, aspettate a tornare: informatevi sull’animale che vi si è presentato in maniera così aggressiva, e riflettete sul perchè. Quando vi sentite pronti, ritentate: in caso vi sentiate di nuovo inquieti, ecco un trucco: pensate al vostro animale domestico preferito e immaginate la sua presenza accanto a voi, vi farà sentire meglio.
PRIMA di fare una meditazione per incontrare l’animale guida, qualsiasi scegliate, sarebbe consigliabile che evocaste intorno a voi un cerchio di protezione, o almeno vi proteggiate in qualche modo, specie se per voi è la prima volta. Giusto per sicurezza. Abbiate fiducia nelle vostra forza.

Ci sono svariate tecniche per trovare l’animale guida, tutte diverse, ma comunque valide. Qui sotto ne elencherò alcune trovate in giro, ma se doveste trovarne un’altra potete sempre provarla. Alcune presentano un incontro con una guida preliminare, che non è tuttavia la vostra guida: la mia teoria è che si tratti di un custode dei Regni dello Spirito, il cui lavoro è evitare che entrino cose non desiderate/”sciamani” improvvisati non ancora pronti. Se lo vedete e vi dice di andare via, andate via! Non insistete. Potete provare a fargli qualche domanda, ma se non vi risponde non continuate e tornate indietro, è evidente che non è ancora il momento per voi. Agite con prudenza e rispetto e non avrete problemi. Ricordate anche una cosa: se non siete sicuri che quello che avete davanti sia il vostro animale totem/guida, chiedeteglielo direttamente. Oppure, chiedetegli di darvi un segno significativo nei prossimi sette/dieci giorni e aspettate.

Prima fase: le domande

In principio dovete porvi le seguenti domande, semplici ma molto importanti. Riflettete bene prima di rispondere, è il primo passo per la ricerca dell’animale totem e va fatto con cura:

Quale animale vi ha sempre affascinato?
Immaginate di recarvi allo zoo, quale animale vorreste vedere subito?
Quale animale incontrate maggiormente?
Avete avuto incontri selvatici?
Tra tutti gli animali quale vi interessa maggiormente?
Avete sognato degli animali?
Quale animale vi spaventa di più?
Siete mai stato morsi o attaccati?

Ho trovato un altro elenco di domande, più lungo e forse più accurato. Potete usare questo oppure quello precedente, che contiene comunque le domande fondamentali da farsi per trovare il proprio animale totem. In ogni caso eccolo:

1. Quando eri bambino, ricordi di avere raccolto qualche animale, o di essere stato attratto da qualche animale che ancora oggi attira la tua attenzione?
2. Di tutti gli animali, anche non domestici, se potessi tenerne uno come animale da compagnia, quale animale sarebbe?
3. Quando andavi allo zoo, da quale animale ti sentivi attratto e osservavi più a lungo?
4. Se potessi essere un animale che animale vorresti essere?
5. Quale animale è comparso più frequentemente nei tuoi sogni, fin dall’infanzia?
6. Quale animale hai raffigurato in modo significativo nei tuoi disegni, scritti o poesie?
7. A quale animale ritieni di assomigliare?
8. Quale animale ti sei sempre soffermato a guardare a lungo?
9. Nelle opere d’arte o nei gioielli, c’è qualche animale che ti ha sempre attirato?
10. Quando sei in mezzo alla natura c’è qualche animale che ti capita di osservare con particolare attenzione o che senti in sintonia con te?
11. Che animale hai iniziato a vedere di tanto in tanto, che non hai mai notato prima
12. C’e qualche animale che recentemente ti si avvicina come se fosse attratto da te?
13. Stai sognando o hai sognato qualche animale ultimamente?
14. Stai pensando o hai visualizzato un animale ultimamente?
15. Nelle ultime due settimane quali animali hai visto o hai sognato più volte?
16. Che animale hai visto oggi?
17. Che animale vorresti essere oggi?
18. Che animale vorresti avere con te oggi?
19. Sei mai stato attaccato o morso da qualche animale?
20. Hai subito qualche spavento o altro evento traumatico, legato a qualche animale?
21. Vedere quale animale ti provoca sentimenti di paura o moti di repulsione?
22. Quale animale proprio non ti piace o trovi antipatico e perché?
23. In sogno hai avuto qualche incubo legato alla figura di un animale?
24. Quando guardi un film, o un documentario alla TV c’è un animale che ti fa paura?
25. Elenca gli animali che sono presenti nella tua casa sotto forma di: immagini, foto, poster, quadri, pupazzi, figurine, sculture, animali impagliati, portachiavi ecc.. e sottolinea quali di questi animali senti più tuoi
26. Porti o hai portato un ciondolo o un anello che raffigura un animale?
27. Hai qualche animale che vive in casa con te?

Prendete tutto il tempo che vi serve per rispondere, non abbiate fretta, e siate più sinceri possibile.

Seconda fase: l’incontro

  • Incontro in sogno

Per contattare il proprio animale guida, il metodo più conosciuto è certamente il Viaggio Sciamanico. Tuttavia, prima di arrivare al viaggio vero e proprio, è opportuno seguire un iter per gradi in cui richiamiamo l’animale prima tramite il sogno. Dobbiamo comunicargli che siamo coscienti della sua esistenza e che vogliamo stabilire un contatto. Così iniziamo a richiamarlo la sera, prima di andare a dormire.
Distesi sul letto, con la mente sgombra da qualsiasi tipo di aspettativa riguardante l’animale che si presenterà, lo invitiamo a mostrarsi nel nostro mondo onirico. Questo invito va ripetuto più e più sere, per facilitare il contatto possiamo accendere una candela bianca (bianca perché è un colore neutro, poiché non sappiamo che tipo di animale sia) e dichiarare che la candela è dedicata al proprio animale guida e che vogliamo incontrarlo.

  • Incontro con la danza

La danza è di per se un modo per incontrare il proprio animale. Si traccia un cerchio di protezione, che serve a non far passare entità indesiderate e a far in modo che in caso di trance non usciamo fuori dalla zona delimitata.
Il cerchio (che può essere tracciato come più ci piace) deve essere abbastanza ampio da permettere il movimento. Al centro andrà la candela bianca per il nostro animale.
Una volta tracciato il cerchio ci si rivolge, una ad una, alle 4 direzioni, girando in senso orario battendo il tamburo o scuotendo il sonaglio (va bene un qualsiasi altro strumento) chiamando gli spiriti animali che risiedono in ciascuna direzione:
Le creature alate dell’Est; animali forniti di artigli e scaglie, i rettili dal Sud; le creature acquatiche da Ovest; animali dotati di corna e zoccoli dal Nord.
Quindi ci si sposta al centro e si scuote il sonaglio verso l’alto per rivolgersi agli spiriti del Cielo, e verso il basso rendendo omaggio a quelli della Terra della vegetazione e della fertilità.
Infine si accende la candela al centro, questa è come un faro, un richiamo, per far sapere al nostro animale guida che lo stiamo cercando, invitando.
Ora, sempre scuotendo il sonaglio, con gli occhi chiusi o semichiusi, si inizia a danzare (si può anche utilizzare una traccia audio adatta, più o meno ritmata, ma che duri almeno un quarto d’ora). La danza sacra o danza sciamanica non è un’esibizione artistica, si inizia a danzare muovendo magari le mani, le braccia, dondolando il corpo… a poco a poco il movimento della danza verrà spontaneo, molto spesso la danza non è armonica, ci si ritrova a volte a camminare nel cerchio, a pestare a terra i piedi, a rotolarsi…
Nel caso riusciamo a contattare l’animale, dopo un po’ sarà lui a muovere il nostro corpo, oppure danzerà con noi. Una volta conclusa la danza si può meditare o concludere il rituale ringraziando prima gli spiriti della Terra, quelli del Cielo poi le quattro direzioni girando in senso antiorario. Si può anche lasciare un offerta agli spiriti e al proprio animale

  • Incontro con la meditazione

Mettetevi comodi su una sedia a schienale diritto o sdraiati.
Chiudete gli occhi e dedicatevi all’esercizio di rilassamento, continuandolo finché il vostro corpo e la vostra mente non siano riposati e in pace.
A questo punto visualizzate davanti a voi una grotta o un’ apertura simile nella terra, che può essere anche il tronco cavo di un albero, una buca, un pozzo. Date a questa immagine il tempo di diventare ben nitida e stabile, quindi procedete verso di essa e alla fine entratevi dentro.
Non tentate di vedervi dall’ esterno, come se steste osservando il personaggio di un film, ma al contrario cercate di essere davvero, intenti a camminare e a sentire l’ambiente circostante.
Una volta dentro la grotta, vi verrà incontro una guida, che può assumere una tra molte forme. Maschile o femminile che sia, potrà essere percepita semplicemente come una luce splendente, mobile, o sotto le spoglie di un vecchio con la barba grigia o persino di un animale. Se la guida assume la forma animale, potete stare certi che non si tratta del vostro ausiliario animale, ma di un compagno che vi condurrà nel reame interiore.
Nelle profondità della grotta o dell’apertura, c’è una galleria che giunge nelle viscere della terra.
La guida allora vi accompagnerà dentro la galleria. Percorrendola, può darsi che abbiate una sensazione di rapida accelerazione. Non allontanatevi: è perfettamente naturale e normale.
Alla fine uscirete con la vostra guida in un paesaggio interiore. A questo punto concedetevi il tempo di acclimatarvi e guardarvi attorno. Di che genere di paesaggio si tratta? Ci sono alberi, montagne, fiumi, laghi? Che ora del giorno è? Fa freddo o caldo? Spira vento o l’aria è immobile? Quando vi sentirete abbastanza «a casa», sarà il momento di procedere all’esplorazione.
La guida attenderà il vostro ritorno. Il vostro scopo consiste nel cercare un animale (o più di uno) in questo paesaggio. Prendete nota di tutti quelli che vedete, e non sottovalutateli se sono minuscoli e sembrano insignificanti. Molti preferirebbero un magnifico lupo, un orso, un leone quale ausiliario animale, forse senza rendersi conto che uno dei più potenti animali nella tradizione americana indigena è l’umile topo!
Nello sciamanesimo classico, bisognerebbe vedere il proprio ausiliario animale da tre angolazioni diverse, ma potete anche fidarvi dell’istinto per individuare l’animale a voi appropriato.
Una volta visto un animale che sembri avere un’affinità con voi, siate pronti ad accogliere qualsiasi insegnamento voglia darvi.
Se non si è ancora accostato a voi, aspettate di vedere se lo fa.
Ciò che accade a questo punto, non sta a me dirvelo.. il vostro ausiliario animale può interagire con voi in mille modi diversi. Quando sentite che l’esperienza è conclusa, prendete semplicemente congedo dal vostro animale e riuscite dalla galleria con la vostra guida.
Al momento di dare l’addio alla vostra guida all’imboccatura della grotta, createvi l’immagine della vostra stanza e gentilmente unitevi al vostro corpo che è là. Respirate a fondo ancora per un pò, muovete braccia e gambe, aprite gli occhi.
Non appena vi sarete completamente «svegliati» nel vostro ambiente normale, è consigliabile prendere appunti precisi, descrivendo ogni visione od oggetto simbolico offertovi dal vostro animale.

Terza fase: verifica

Sottoponete il totem a questo semplice processo di verifica:
-Che sensazione vi dà?
-Quali emozioni/sensazioni fa sorgere in voi?
– E’ un animale che vi ha interessato in passato?
– A cosa vi fa pensare?
– Quale immediata reazione sucita in voi?

Meditate, fate ricerche sul suo conto. Non affrettatevi a scartarlo, solo perchè magari non è quello che avreste voluto. Cercate applicazione del suo potere nella vostra vita. Se dopo aver studiato e sperimentato ancora non trovate un legame con lui, rifate l’esercizio o provatene un altro. Datevi tempo.

Riepilogando:
– ogni animale ha un potere
– ogni animale ha un talento unico
– gli animali totem possono essere più di uno
– lo spirito totem può essere lo spirito di un animale ma anche di un essere che ne usa la forma per comunicare con gli uomini
– gli animali totem sono generalmente selvatici, eccezionalmente addomesticati ma spesso rivelano qualcosa di più .. un legame con un cane può rappresentare un legame con un lupo o un coyote ad esempio
– è l’animale a scegliere la persona e non viceversa. Anche se il totem non vi fa impazzire, non è un leone ruggente ma un piccolo topo, non sminuitelo, prima lo accetterete meglio è
– create un rapporto con il vostro totem, comunicate con lui, dovete abituarvi l’uno all’altro
– circondatevi del vostro animale totem con immagini o statuette, disegnatelo, documentatevi su di lui, imitatene i movimenti, le abitudini …

Ultimi consigli utili:

1. Tenere sul comodino o nella zona in cui si medita un diario. Questo perché si vuole registrare le vostre esperienze al risveglio ogni mattina o di ritorno da una profonda meditazione.

2. Andare a dormire o meditare intorno alla stessa ora del giorno / notte, ogni giorno / notte. Il nostro subconscio è una creatura abitudinaria.

3. Assicurarsi che il nostro ambiente sia favorevole per la meditazione o il sonno. E ‘difficile incontrare i nostri animali totem quando lasciamo il televisore, o se ci sono mucchi di biancheria. Basta mettere un po ‘d’ordine per il vostro sonno / area meditazione . Il subconscio ama l’ordine, e sarà più cooperativo se non ci sono distrazioni.

4. Iniziate il vostro sonno o la sessione di meditazione impostando la vostra intenzione per l’identificazione animale totem. Silenziosamente a voi stessi, ripetete la vostra intenzione di incontrare il vostro spirito animale nei sogni. Ripetendo questa frase.

5. Al risveglio dal sonno o dalla da meditazione, scrivete la vostra esperienza nel diario.
Questo è fondamentale. E ‘difficile far valere i nostri ricordi, con esperienze così delicate. I sogni e le meditazioni possono essere così sfuggenti. E ‘importante registrare le nostre esperienze in modo che la nostra mente possa ulteriormente digerire gli eventi che circondano il vostro animale simbolo. Scrivere questi eventi vi darà anche un punto di riferimento per determinare le caratteristiche del nostro animale Totem, e aiutandoci a interpretare i messaggi dei nostri animali che ci verranno trasmessi.

6. Assicuratevi di scrivere ogni dettaglio.

7. Fate una pausa. Dopo un po ‘, qualche ora, o anche un giorno – ritornar nate al vostro diario e iniziate a fare ricerca su l’animale che si è rivelato a voi. Cominciate dalle caratteristiche, all’aspetto alla fine vi stupirete come sarete riuscita a creare la vostra immagine, come un bellissimo quadro.

 

 

Fonti:

Segni e presagi del mondo animale – Ted Andrews
Sciamanesimo celtico – John Matthews
Animali di potere – Nicky Scully
La via delle Fate – Hugh Mynne
Post vari su Sacerdotesse di Avalon e Sulle orme della Grande Madre

MWL: Pantheon Tag – Arawn

Pubblicato giugno 20, 2014 da rollystardust

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Qual è la cosa/esperienza più terrificante che hai fatto/avuto?

Ok, non c’entra granchè con l’Arte e la vita magica, ma la cosa più terrificante che mi sia mai successa (a parte vedere Paranormal Activity, e una bella attività paranormale che ho già descritto da qualche parte) è stato quel pomeriggio di dicembre che ho sorpreso i ladri in casa. Non avete idea del terrore che ho provato quando ho aperto la porta di casa (ero andata da mia nonna al piano di sopra, quindi non era da tanto che mi ero allontanata da casa) e mi sono vista sfrecciare davanti sti due che correvano verso la porta finestra per scappare. Ho cacciato un urlo che mi ha snetito tutto il palazzo. A ripensarci adesso era abbastanza comica come cosa, ma vi giuro che io per sei mesi ogni volta che ero in casa da sola giravo con il bastone attaccapanni come arma di difesa.

MWL: Pantheon Tag – Thoth

Pubblicato giugno 18, 2014 da rollystardust

Quanto scrivi e quanto leggi?

Parliamo solo di Arte, sì? Non contano i raccontini/romanzimezziiniziati/fanfictionine e minchiate varie vero? Allora non scrivo tanto quanto vorrei. Non mi sento una grande esperta e sono stata per molto tempo nella fase “mi interessa tuttooooooo!1!1!!!!11!” per scrivere degli articoli su cose su cui fossi davvero interessata. Adesso sto un po’ definendo la mia area di interesse e sto pensando a un progettino in questo senso, ma siamo ancora agli inizi.
Leggere invece: leggo un casino, in qualsiasi ambito praticamente o quasi, ho un sacco di libri cartacei e non so quanti millemila ebook sia in italiano sia in inglese, potrei aprire una biblioteca con quello che ho (e tanti non ne ho letti in realtà. E’ con gli ebook faccio fatica, e poi mia mamma e mia sorella hanno sequestrato Pallino la maggior parte del tempo, è praticamente impossibile -_-).

Lune e animali-totem allo sbaraglio

Pubblicato giugno 17, 2014 da rollystardust

Allora, ho un problema. Sono arrivata a quel punto nella conduzione di un blog in cui mi chiedo che taglio dare, in definitiva. Cioè, ora come ora, è un po’ un miscuglio tra interventi alla Signorini, articoli di paganesimo (pochi pochi, ancora non sono in grado di fare degli articoli veri, con informazioni che non siano scopiazzate di qua e di là, quindi tanto vale non farli), post di vita privata e recensioni varie. E mi piacerebbe fare un po’ di ordine. So perfettamente che se solo mi azzardo a spostare qualcosa su un altro blog o simili, lo lascerò a morire dopo il primo post: ho capito che non riesco a gestire ventimila cose in contemporanea. Quindi mi dividerò le cose qui, magari cercando di dare una sistemata e fare più articoli degni. Tra l’altro, ho un lavoro in mente da fare.

Dovete sapere che un po’ di tempo fa, non ricordo quanto esattamente, mi sono presa lo sfizio di comprare L’oracolo dei Druidi (credo di averne parlato da qualche parte). Ora, questo splendido mazzo di carte mi ha molto ispirato, e nel tentativo di conoscere meglio gli animali Totem in generale, ho pensato di studiarmeli una per volta, un mese alla volta. E mi è venuta l’illuminazione: perchè non farlo seguendo il ciclo delle lune celtiche? Prenderei due piccioni con una fava (cioè, animali e lune insieme).

Ma questo comporta un paio di problemi:

  1. Le carte del mazzo sono molto più di tredici. Alcune rimarrebbero fuori dal progetto, e mi dà fastidio perchè si tratta di animali eccezionali che vorrei approfondire (le quattro carte dei draghi, giusto per dirne una).
  2. La lunazione di Agosto/Settembre (credo, se non ricordo male, non mi linciate) è la Luna dell’Airone. In sto benedetto mazzo di tutto c’è, tranne l’airone. E mò come faccio? Cioè, potrei lasciare da parte le carte per quella luna (e un po’ mi dispiace, perchè messe sull’altare fanno la loro porca figura) (e poi mi girano le palle che ci sono tutti quei bei totem lì che rimangono fuori dal giro) oppure provare a sostituirlo con qualcosa di simile, ma non conosco bene l’animale nè la luna nè saprei come fare, quindi è da escludere. Magari mi farò disegnare una delle carte vuote (ce n’è una o due nel mazzo) da mia sorella o troverò qualcosa su internet da appiccicarci sopra o proverò a disegnarlo io stessa (che sarebbe l’opzione migliore, ma verrebbe una ciofeca perchè io non sono in grado).

Ergo. Inoltre, alla fine di ogni lunazione vorrei fare un articoletto abbastanza approfondito sulle energie della luna appena passata e il suo rapporto con l’animale-totem, con magari una meditazione/invocazione/poesia/sarcazzo scritta da me o comunque recuperata da qualche parte, insomma, un lavoro bello di fino. Quindi devo vedere un po’. Il problema maggiore è, finito l’anno, trovare un modo per continuare lo studio dei totem. Tra l’altro, entro la prossima luna blu devo aver trovato il mio, perchè, come dice il caro Sciamanesimo celtico, alla tredicesima lunazione è associato il proprio totem personale. Insomma, me la devo studiare un attimino, ma è un lavor che mi piacerebbe molto fare. Non parlo di viaggi sciamanici, perchè ora che arrivo a quelli ciao.

Poi ci sono altri lavori che vorrei fare, approfondire altre cose, il Piccolo Popolo, determinate divinità…ma per quelli temo ci sarà da aspettare, non posso fare milioni di cose contemporaneamente. Amen.

Insomma, se avete qualche consiglio è bene accetto. Intanto io cerco di decidere e poi vi faccio sapere.

MWL 5#: Alfabeto di strega: H come Hypnos e Thanatos

Pubblicato giugno 16, 2014 da rollystardust

H come Hypnos e Thanatos

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Thanatos e Hypnos sono divinità minori o demoni della mitologia greca. Rappresentanti rispettivamente la Morte e il Sonno, sono figli gemelli di Nyx (la Notte) e Erebo (L’Oscurità o gli Inferi).

Hypnos (greco antico Ὕπνος, adattato in lingua italiana in Ipno), che i romani chiamavano Somnus, giovava agli uomini, apportando loro il dolce riposo e l’oblio degli affanni.
Secondo Omero (Iliade, XIV, 230–231), dimorava a Lemno, dove, secondo un’altra versione, aveva sposato Pasitea, una delle Cariti, originaria di quella città, e i Lemnieni che apprezzavano molto il vino, accoglievano Hypnos con piacere. Per Virgilio viveva nel vestibolo dell’Ade, per Ovidio nel lontano paese dei Cimmeri. Infine, secondo Esiodo, Ipno viveva nelle terre sconosciute dell’ovest, in una casa a due porte: una di corno, trasparente, da dove uscivano i sogni veritieri; l’altra d’avorio per i sogni falsi.
Il potere di Ipno era tale che poteva addormentare uomini e numi. Nel canto XIV dell’Iliade Era lo prega di addormentare Zeus, affinché Poseidone possa portare aiuto ai Greci senza che il re degli dei lo venga a sapere. Nel V libro dell’Eneide bagna con un ramo imbevuto di acque letee (ramum Lethaeo rore mandantem, 854) il volto del timoniere Palinuro, per assopirlo e farlo cadere in mare. Sempre al dio appartengono le Porte del Sonno, nel VI libro, all’uscita dell’Ade.
Ebbe numerosi figli, dei quali i principali sono Morfeo, Momo, Icelo, Fobetore e Fantaso.
Fu Ipno a dare ad Endimione la facoltà di dormire ad occhi aperti.
Viene raffigurato come un giovane nudo con le ali sul capo.

Nelle Metamorfosi, Ovidio ci descrive il luogo dove dorme il Dio con dovizia di particolari:

“Dove stanno i Cimmeri c’è una spelonca dai profondi recessi, una montagna cava, dimora occulta del pigro Sonno, nella quale con i suoi raggi, all’alba, al culmine o al tramonto, mai può penetrare il sole: dal suolo, in un chiarore incerto di crepucolo, salgono senza posa nebbie e foschie.
Qui non c’è uccello dal capo crestato che vegli e chiami col suo canto l’aurora; e non rompono, col loro richiamo, il silenzio cani all’erta od oche più sagaci dei cani.
Non si ode suono di fiere o di armenti, non di rami mossi da un alito di vento, non si ode alterco di voci umane.
Vi domina il silenzio e quiete. Solo da un anfratto della roccia sgorga un rivolo del Lete, la cui acqua scivola via mormorando tra un fruscio di sassolini e concilia il sonno. Davanti all’ingresso dell’antro fiorisce un mare di papaveri e un’infinità di erbe, dalla cui linfa l’umida Notte attinge il sopore per spargerlo sulle terre immerse nel buio.

In tutta la casa non v’è una porta, perché i cardini girando non stridano; nessuno sta di guardia sulla soglia. Al centro della grotta si alza un letto d’ebano imbottito di piume del medesimo colore e coperto di un drappo scuro, dove con le membra languidamente abbandonate dorme il nume. Tutto intorno giacciono alla rinfusa, negli aspetti più diversi, le chimere dei Sogni, tante quante sono le spighe nei campi, le fronde nei boschi, o quanti i granelli di sabbia spinti sul lido.” (Ovidio, Metamorfosi)

C’è in questo brano un riferimento al papavero da oppio e a “un’infinità di erbe” che attingono il sopore dal Dio e lo portano nel mondo: sono le cosidette “erbe di Hypnos”, che, insieme con le “erbe di Thanatos”, sono portatrici di principi attivi altamente pericolosi per l’uomo, specie se non maneggiate nella maniera appropriata. Fanno parte di questo gruppo vari tipi di erbe e funghi che provocano allucinazioni, trance e stati di coscienza alterati: la datura stramonium, l’amanita muscaria, la segale cornuta, la canapa indiana, il khat, la trombetta degli angeli, il papavero da oppio e molte altre.
Thánatos (dal greco θάνατος, in italiano Tanato) che i romani chiamavano Mors, rappresentava la morte, era inaccessibile a ogni sentimento di pietà: veniva rappresentato come un uomo barbuto e alato, con una veste nera, con in mano la scure dei sacrifici, di cui si serviva per recidere un ricciolo al morente, o con una falce, attributo che sembra significare che la vita viene raccolta come il grano.
Era un divinità minore nella mitologia greca, spesso citata ma raramente rappresentata come persona.
Esiodo, nella sua Teogonia (vv.211-212) fa nascere Thanatos dalla Nyx (Nύξ, Notte), assieme al fratello gemello Hypnos (Ὕπνος, il Sonno). Altri fratelli erano Moros (Μόρος, il Destino inevitabile), Ker (Κήρ, la Morte violenta), gli Oneiroi (Ὄνειροι, la Stirpe dei Sogni) e con le Moire, delle quali fu spesso associato alla figura di Atropo, dea della morte lei stessa.
Sempre Esiodo descrive l’insensibilità di Thanatos alle implorazioni degli umani:
« Hanno le case qui della torbida Notte i figliuoli
la Morte e il Sonno Numi terribili; e mai non li mira
lo scintillante Sole coi raggi né quando egli ascende
il ciel né quando giú dal cielo discende. Di questi
sopra la terra l’uno sul dorso infinito del mare
mite sorvola ha cuore di miele per gli nomini tutti:
di ferro ha l’altra il cuore di bronzo implacabile in petto
l’alma gli siede; e quando ghermito ha una volta un mortale
più non lo lascia; e lei detestano sin gl’Immortali. »
(Esiodo, Teogonia, vv. 758-766)

Omero, nell’Iliade, definisce Hypnos e Thanatos come fratelli (da qui la celebre locuzione latina Consanguineus lethi sopor) e descrive come furono mandati da Zeus su richiesta di Apollo, per recuperare il corpo di Sarpedonte, ucciso da Patroclo, per portarlo Licia per ricevere gli onori funebri.
« Dall’alma il corpo, al dolce Sonno imponi
Ed alla Morte, che alla licia gente
Il portino. I fratelli ivi e gli amici
L’onoreranno di funereo rito
E di tomba e di cippo, alle defunte
Anime forti onor supremo e caro.
[…]
D’immortal veste avvolgi: indi alla Morte
Ed al Sonno gemelli fa precetto
Che all’opime di Licia alme contrade »
(Omero, Iliade vv. 453-458 e 681-683)

Il carattere di Thanatos quale potenza inevitabile e inflessibile venne a meno in un mito popolare già citato da Omero e sviluppato nel dramma satiresco Sisifo fuggitivo di Eschilo (Σίσυφος Πετροκυλιστής, Sisýphos drapétes, V sec a.C.), dove Zeus per punire Sisifo, re di Corinto, mandò Thanatos per rinchiuderlo nel Tartaro. Ma quando Thanatos giunse a casa di Sisifo, questi lo fece ubriacare e lo legò con catene, imprigionandolo. Con Thanatos incatenato, la morte scomparve dal mondo. Il dio Ares, quando si accorse che durante le battaglie non moriva più nessuno e che quindi non avevano più senso, si mosse per liberare Thanatos e prendere Sisifo.
Sisifo riuscì una seconda volta a sfuggire alla morte convincendo Persefone di farlo tornare per un giorno da sua moglie sostenendo che lei non era mai riuscito a dargli un funerale appropriato (in realtà aveva imposto alla moglie Merope di non seppellire il suo corpo). Questa seconda volta Sisifo fu trascinato nell’oltretomba, fino nel Tartaro, da Hermes, quando rifiutò di accettare la propria morte; in più fu condannato per l’eternità a trascinare, in cima a una collina, un macigno che poi sarebbe rotolato giù.
Sisifo viene anche ripreso da Alceo di Mitilene. In un frammento di una sua lirica è riportato:
« Il re Sisifo, il più astuto dei re, supponeva di poter controllare la morte; però, nonostante i suoi inganni, attraversò due volte l’Akeron al comando del fato. »
(Alceo, Frammento 38a[5])

Se Sisifo fu l’unico che poté sfuggire all’inesorabile Thanatos grazie all’inganno, Eracle fu l’unico che poté sfuggire grazie alla sua forza, come inscenò Euripide nella tragedia Alcesti.
In qualità di divinità psicopompa, a volte la sua figura si confonde con quella di Hermes, in particolare nel periodo più antico. Spesso fu associato, oltre i suoi fratelli, anche ad altre personificazioni negative come Geras (la Vecchiaia), Oizys (la Sofferenza), Apate (l’Inganno), Eris (la Discordia). Occasionalmente è visto come la Morte in pace, in contrapposizione a sua sorella Ker, la Morte violenta.
Il suo nome era traslitterato in latino come Thanatus, e veniva corrisposto a “Mors” o, più raramente, a Orco.
In talune occasioni, Thanatos era rappresentato come un fanciullo sovente alato ed in compagnia a suo fratello Hypnos, con una Torcia girata quale simbolo della vita che si estingue, o con una farfalla in mano (ψυχή, oltre a farfalla, può significare anche vita) oppure con un fiore di papavero sonnifero, simbolo che condivideva col fratello.
Se rappresentato come adulto, sempre alato, spesso è armato di Spada, come nell’Alcesti di Euripide, il quale lo descrive anche vestito di nero. La lettera a lui associata è la Theta, la sua iniziale in greco, nonché il simbolo Theta nigrum.

I greci lo rappresentavano inoltre sotto la figura di un bambino nero con piedi torti. A volte i suoi piedi, senza essere difformi, sono soltanto incrociati, simbolo dell’imbarazzo dei corpi che si trovano nella tomba. Altre volte era rappresentato come un giovane o un vecchio barbuto con le ali. Gli attributi comuni tra Thanatos e la madre Nyx (la Notte) sono le ali e una torcia spenta e rovesciata. I Romani lo chiamavano Mors, e se lo raffiguravano come un Genio alato e silenzioso e gli alzarono anche degli altari. Ateniesi e Spartani lo onoravano di un culto particolare, ma non si sa nulla sul tipo di culto che gli rendevano.

 

MWL: Pantheon Tag – Ra

Pubblicato giugno 15, 2014 da rollystardust

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Domanda difficile. Sento di essere responsabile di quello che faccio, nel mio piccolo, e delle scelte che prendo. Sento di dover accettare le conseguenze di ciò che scelgo. Ecco, la scelta è la cosa che ritengo più importante: sono sempre convinta che bisogna dare alle persone la possibilità di scegliere, accettandone le conseguenze. E’ una cosa che ho imparato osservando la Dea a cui mi sento più vicina, Ecate. Non importante se sbagli o fai giusto, ciò che conta nella vita è fare le proprie scelte consapevoli delle conseguenze.

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