Tell The Owl – Argomento ⑨: Mito: interpretazione della mitologia come insegnamento spirituale.

Sarà la quindicesima volta che ricomincio questo articolo, mi ha veramente bloccata. Poi uno si chiede perchè ci metto un’epopea a fare le cose ç_ç.

In ogni caso, l’argomento del giorno è “Interpretazione della mitologia come insegnamento spirituale”.

Il mito è un racconto con valenza religiosa e spirituale. Non si propone di raccontare la storia così come è avvenuta, ma di raccontare la Verità, attraverso l’utilizzo di simboli e metafore.

La mitologia ha una grande importanza dal punto di vista pratico, giacchè molti miti servono a spiegare i motivi che stanno dietro a determinate pratiche e tradizioni (come il mito di Prometeo) o a spiegare la vita e gli eventi che la caratterizzano. Studiando i miti, si può imparare moltissimo sui popoli che li hanno creati e tramandati.

Ma soprattutto, è fondamentale ciò che un mito può insegnare quando si tratta di approcciarsi alle divinità: con la sua forte valenza spirituale, è un’ utile chiave di lettura per la comprensione profonda di questa o quella divinità.

Ho letto così tanti miti che non so neanche da dove cominciare a parlare. E’ un argomento veramente allucinante. Se c’è però un momento del mio percorso in cui la mitologia mi sta davvero aiutando (perchè è un momento che sto ancora vivendo), è il lavoro che sto compiendo su Loki.

Loki.Laufeyson.full.1132025

Loki secondo la Marvel

Molti dicono che, considerata la sua natura, non è mai esistito un culto di Loki. Io la vedo un po’ improbabile come cosa, è più facile che si trattasse di un culto nascosto, secondo me. Ma stante così le cose, l’unico modo per reperire informazione su di lui (ad eccezione dei blog in cui si parla soprattutto del culto moderno e che guarda caso sono tutti in inglese e l’inglese mi fa uscire scema) è attraverso i miti di cui è protagonista. Un classico è la storia in cui causò la morte di Balder e ne impedì la resurrezione, causando così il proprio imprigionamento (a una roccia. Le similitudini con Prometeo proseguono).

Una cosa ho capito dai miti che ho letto e dall’interpretazione (un po’ raffazzonata) che ne ho dato: Loki è il Dio dell’inganno. E voi direte “Ma va’?”. E invece la questione non è così scontata.

Il buon ingannatore sa che per mettere nel sacco gli altri bisogna conoscere la verità nuda e cruda, se si vuole adattarla per i propri scopi. Se si vuole interpretare un ruolo e mettere una maschera, bisogna sapere chi c’è dietro a quella maschera.

Non solo: bisogna conoscere come stanno le cose per poterle cambiare. Se osserviamo il mito di Balder, notiamo che si può interpretare come una divinità stagionale, che muore per permettere al ciclo di continuare. E chi porta alla morte di Balder? Proprio Loki.

Le mie interpretazioni sono un po’ raffazzonate, ovviamente, ma quello che sto cercando a fatica, di dire, è che non basta dire “Ecco, quello lì è cattivo” e basta, specialmente se parliamo di una divinità pagana (vorrei ricordare che il concetto di male assoluto è stato introdotto dal cristianesimo). Bisogna, sempre e comunque, scavare, andare a fondo delle cose, perchè si corre il rischio di scoprire qualcosa di straordinario.

Mi dispiace non riuscire a dire di più, ma davvero non so come mettere in fila le idee. E spero di non essere andata fuori tema, di nuovo.

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