24 Febbraio 2013 – Luci tra Passato e Presente

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Eh là. Oggi è il Giorno Pagano della Memoria. Ammetto che fino a quest’anno non me ne ero interessata molto. Sì, sapevo che esisteva, sapevo cosa celebrava e cosa ricordava, ma non so bene perchè ma non mi toccava particolarmente. Questo è il primo anno che cerco di celebrarlo in qualche modo, forse perchè è da poco tempo che comincio almeno a intravedere cosa significa essere una strega.

E a questo proposito. Notate il banner lì in alto? Quello grosso e sul viola-andante? Ecco. Quello è il banner per l’iniziativa di Sacerdotesse di Avalon proprio per il Giorno della Memoria. In soldoni, la nostra Skayler stavolta ci chiede di scrivere un post su ciò che significa per noi essere una strega, corredata da una storia (vera o inventata che sia) su una delle migliaia di donne uccise a tempi dei roghi. Quando l’ho vista ho pensato subito che volevo partecipare. Perchè? Perchè mi piaceva il bannerino trovo che sia un’iniziativa lodevole e un modo per ricordare donne che, a conti fatti, possiamo considerare nostre sorelle. Perchè fatevi due conti ragazze, ma se non fossimo nate in quest’epoca e in questa parte del mondo, sulla pira sacrificale avremmo potuto esserci noi. E’ un pensiero che dà i brividi.

Sul perchè sia stato scelto questo giorno per ricordare le vittime dei secoli, non sta a me dirvelo. Andato a questo sito, creato appositamente, e avrete le risposte a tutte le vostre domande. Vi dò solo un indizio: Vesta non si arrende. E che cazzo.

 GiornoPaganodellaMemoria2013-SDA

Non uso spesso il termine strega per definirmi. Mi sembra quasi blasfemo, ma non perchè non mi piace il termine, ma perchè ho una generale repulsione ad usarlo impunemente. Cioè, penso che il termine strega, definisca qualcosa di così sacro e importante e potente che ho quasi paura a usarlo per me, anche se a conti fatti è quello che sono. Punto, non potrei essere altro. E’ difficile da spiegare: diciamo che il mio intimo essere riconosce il fatto che io sono una strega, ma che il mio conscio preferisce usare altri termini (pagana su tutti) per definirmi. E’ un discorso complicato, non so se sono riuscita a spiegarmi.

Essere una strega, di fatto, non è solo prendere erbe e candele e darsi da fare; non è neanche pregare gli Dei e celebrare i riti. Essere strega significa avere una connessione così profonda con la Terra e le sue energie da soffrire di un dolore quasi fisico nel momento in cui non si riesce a mantenere questa connessione. Essere una strega significa essere una figlia della Terra, nel modo più intimo possibile.

Personalmente non mi sento molto costretta. Quando voglio celebrare lo faccio, quando voglio meditare medito. I miei genitori non sanno quello che sono, non ancora, ma sospettano. Sono abbastanza sicura che sappiano che non sono più cristiana, ma non so se hanno capito che sono pagana. Personalmente cerco di non nascondermi troppo: all’inizio nascondevo ogni libro, ogni volta che aprivo un sito pagano lo cancellavo dalla cronologia, tenevo i link in una cartella nascosta…insomma, ero paranoica come pochi. Poi, con il tempo, ho cominciato a lasciarmi andare, e adesso i libri, che comunque di rado escono dalla mia stanza, sono lì in bella vista, mentre chiunque apra il computer può vedere i forum che frequento senza problemi. Voglio dire, non sto facendo niente di male, dunque perchè nascondermi?

Il mio è un percorso accidentato, un po’ come tutti quelli di chi segue questa via, ma per quanto me lo sia sentito ripetere, non si comprende questa verità fino in fondo finchè non lo si prova sulla propria pelle. Specie se parti in solitaria come ho fatto io. Ma alla fin fine…è qualcosa che un po’ sa di epico. Perchè chiunque passi per questa strada e affronti questi ostacoli merita di sentirsi un po’ Aragorn di ritorno dal campo di battaglia. E’ una strada difficile e in un certo senso ogni strega è un po’ una guerriera, anche solo per il semplice fatto di attraversarla.

Ecco, è questo che è una strega per me. Una guerriera. Un’eroina, una che non si abbassa alle difficoltà della vita ma si erge fiera contro chiunque cerchi di calpestarla. E’ una combattente. Per se stessa e per gli altri. E nel momento in cui si uccide una strega, si uccide la fiamma stessa della vita.

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