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Tutti gli articoli per il mese di gennaio 2013

Berserk mode: ON

Pubblicato gennaio 31, 2013 da rollystardust

Sto entrando in Berserk. Ma solo di testa purtroppo.

Ieri sono andata a parlare con la mia relatrice. Mi ha detto che se riesco a consegnare la tesi per l’11 di marzo è un miracolo (cioè, non ha detto queste esatte parole, ma il senso era quello).

Cioè, bene. Una grande sferzata di ottimismo. Mi ha colpito, un po’, ma forse non l’ho ancora assimilato. Voglio dire, lo so da un po’ che non sarà tanto facile. In realtà non dovrei neanche essere qui a scrivere, ma a darmi da fare.

Il punto è che ho le mie cose. E domani ho legislazione, e una volta tanto ho finito di studiare. Quindi prendo la mia pigrizia e ah.

Sono a metà tra l’ira profonda (vedi berserk) e la disperazione del tipo annichilente. Quella che ti blocca e ti impedisce di andare a avanti.

Non ho voglia di pensare. Voglio darmi da fare un passo alla volta e arrivare alla meta e basta. Se penso è la fine. Anche se mi sto dando così tanto da fare che ho paura di aver scordato il perchè. Spero che sia solo una fase.

Ho perso l’ultima luna piena. Perderò anche Imbolc, perchè con due esami nel giro di quattro giorni non c’è tempo di festeggiare. Anzi no, domani sera mi vedo con Sascha e facciamo qualcosina e vaffanculo. Per ricordare a me stessa che c’è un mondo là fuori che mi sta aspettando, e da cui mi sento incredibilmente lontana.

Sono stanca morta. Fisicamente, e un po’ anche mentalmente. Mi sembra di essere in un loop incredibile. E nonostante tutto la voglia di mollare non si è ancora fatta sentire. Non voglio proprio, significherebbe rimandare a luglio. Stocazzo, dico io.

Non voglio neanche pensare al dopo. I miei ci tengono che prenda una specialistica, e io dico “ma certo, ben volentieri”. Ma cosa? Dove? Non voglio pensarci. Settembre è lontano, e prima finisco e prima potrò dedicarmi a me stessa e capire cosa voglio veramente.

Sono ottimista alla fin fine, almeno credo. Confido che ce la farò, devo solo tirare avanti un passo alla volta. Ma ho un bisogno di ridere incredibile in questo periodo. E in questo senso è Sascha che mi salva (e Michael. E anche mia sorella dai). Che guarda caso sono le uniche persone che sto vedendo (a parte Michael, perchè è un gatto). Le ragazze le sento ma perchè si fanno sentire loro (come al solito, in fondo. Forse martedì manderò un mex a qualcuna. Non alla Giuli però, sarà impegnata con la tesi anche lei, non voglio disturbarla. O forse sì dai, magari ci consoliamo.)

E comunque ho deciso. Il giorno che consegno la tesi passo all’ENPA e prendo un altro gatto. Abbiamo spazio per una colonia qui in casa, non ho capito perchè Michael deve restare da solo. Anche se ci sono Machiavelli ed Ezio nel giardino dietro di noi. E altri gatti che vagano. (Un giorno spiegherò perchè Ezio l’ho chiamato così. Vi dico solo che ho paura a dargli le spalle.) Chissà come sta Bianchina a proposito.

Che poi il nostro giardino è trafficato. Già Prospero e Merlino fanno gli audaci venendo a cinguettare sulle sbarre (Prospero è entrato nella mia stanza e ha cagato sulla sbarra del letto. Non ho le prove, ma sento che è stato lui. Dannato pettirosso). Chissà che fine ha fatto Iago. Piccolo riccio tenero. Spero che stia bene.

E intanto vado avanti. Vi terrò aggiornati (forse).

Tell The Owl – Argomento ⑦ : Pagani di Ieri e di Oggi: religione, moda, fanatismo

Pubblicato gennaio 11, 2013 da rollystardust

Eccoci finalmente all’argomento 7 (mentre sul forum è già stato pubblicato l’undicesimo…non ce la farò mai ç_ç). Pagani di Ieri e di Oggi. Argomento decisamente complicato.

Come si è evoluto il paganesimo dalle sue origini a oggi? Come è cambiato il rapporto dei pagani con la divinità, con la religione, e tra di loro? E come invece, si è evoluto il rapporto con fedeli di altre credenze? Sono tutte domande che ritengo pertinenti all’argomento e a cui sarebbe interessante dare una risposta, non solo tramite le fonti che ci sono pervenute sulle religioni precristiane, ma anche, e soprattutto, tramite le nostre esperienze personali di pagani.

E’ risaputo ormai che il così detto Paganesimo “antico” è, in realtà, una definizione moderna e, per certi versi, molto pretestuosa. Questo, in quanto non solo unisce in uno stesso termine realtà religiose molto differenziate a livello geografico, ma addirittura a livello temporale, in quanto intendiamo come pagani sia gli appartenenti alle religioni primitive, spesso di natura sciamanica, ma anche coloro che aderivano a culti più organizzati e “ufficiali”, quali la religione romana, greca, etrusca e altri culti di natura simili. E’ inutile specificare che si tratta di culti assolutamente differenti sotto tutti gli aspetti, la cui unica caratteristica comune è di essere in antitesi con le religioni “rivelate”, e in particolar modo con il Cristianesimo. Quindi, da dove arriva il termine pagano?

Pagano deriva dal latino pagus, villaggio. Durante la crescente cristianizzazione dell’Impero Romano, avviata da Costantino con l’editto di Milano del 313, i recidivi fedeli delle antiche religioni (in questo caso si intende soprattutto la religione romana) si dividevano in due categorie: i gentili, da gens (famiglia), gli appartenenti alle famiglie aristocratiche più antiche e importanti di Roma, saldamente ancorati alle antiche tradizioni e alle regole del mos maiorum, e i pagani, da pagus, gli appartenenti al ceto contadino che nei villaggi seguitavano a celebrare i ritmi delle stagioni, molto più vicini alla loro vita e mentalità degli astrusi e intellettualisti riti cristiani.

Quando si parla dei pagani di ieri come persone migliori, devote alla natura, con una spiccata devozione per la Dea Madre e la figura femminile in generale, bisogna fare attenzione a quello che si dice: c’è culto e culto, e la religione nordica non parte dagli stessi presupposti di quella greca. E’ incredibile quanta gente parli oggi senza sapere quello che sta dicendo, quando spara sentenze sul Cristianesimo che fa le guerre sacre e opprime le donne, a differenza degli antichi pagani tanto buoni e carini. Ad Atene sotto Pisistrato una donna non poteva neanche uscire di casa. E no, le guerre sacre non le hanno inventate i cristiani. Esistono da quando i Sapiens hanno fatto fuori l’uomo di Neanderthal.

La verità è che molti dei pagani di oggi fanno le cose a caso. Perchè sono diventati pagani perchè faceva figo avere la bacchetta e il calderone come Harry Potter. E’ normale essere attirati da queste cose, in una società in cui l’immaginifico e lo straordinario sono considerati cose da bambini e non gli si dà il giusto spazio. Ma se si vuole continuare su questa strada bisogna saper andare molto oltre. Bisogna leggere, informarsi, conoscere. Bisogna studiare, proprio come a scuola, se non di più. E bisognerebbe prendersi la responsabilità di quello che si scrive, specialmente sul web dove non c’è un controllo. Essere pagani significa anche questo.

Ovviamente, modus in rebus. C’è un modo per tutte le cose. Conoscere le religioni precristiane o le tradizioni che ci sono state tramandate non vuol dire ripeterle alla lettera. Essere seguaci del pantheon greco-romano non significa dover squartare un piccione prima di ogni compito in classe per consultare le sue viscere e prevedere il futuro. Non significa sacrificare un’ecatombe a Giove Ottimo Massimo (sto facendo esempi un po’ a caso, ma credo abbiate intuito di cosa sto parlando). Non si può riportare un culto così antico ai giorni nostri e sperare di poterlo svolgere papale-papale. Cosa che, purtroppo, certa gente è convinta di poter fare. Non bisogna mai dimenticare che tra noi e loro c’è stato in mezzo una cosina chiamata religione cristiana. E che volenti o nolenti ha cambiato radicalmente la nostra forma mentis, in meglio o in peggio a seconda dei punti di vista.

Per concludere, voglio spendere due paroline di riflessione sulle religioni prettamente neopagane, Wicca in primis. Non sono di quelle persone che se la tua religione non è vecchia di millenni allora sei out. Per carità. Tutte le religioni antiche all’inizio erano nuove. E come disse qualcuno una volta (credo Starhawk ma non ci giurerei), “una cosa è novità la prima volta. La seconda è tradizione”. Quindi non mi permetterei mai di dire che si tratta di cose senza un proprio valore.

Però. Solo a me la Wicca (e molte correnti affini) sembra un po’ “raffazzonata”? Con cose prese di qua e di là e messe insieme cercando di darci un senso? Non che sia necessariamente una cosa malvagia, spesso le cose acquistano un senso vero e proprio man mano che si avanza. Ma con tanti pezzi rattoppati alla bell’e meglio, qualche buco salta fuori. Forse proprio perchè è così giovane, ma non sembra anche a voi che sia un po’ carente di “storia”? Di miti escatologici, di spiegazioni su come vanno le cose? I libri sulla Wicca che ho letto sembrano il manuale del fai-da-te, con qualche sfumatura teologica. E le storie? I miti, gli eroi. Dove sono? Possibile che qui c’è gente si sveglia la mattina e mette su una nuova religione così, quasi dal niente?

Non mi metterò a disquisire sulla Wicca nello specifico: c’è gente che ci crede e ne è orgogliosa, e tanto basta per rispettarla. Quello che voglio dire io è: come andrà a finire? Si rivelerà un fuoco di paglia o acquisterà solidità come la più antica delle montagne? Avrà i suoi eroi o si limiterà a essere il trampolino di lancio di molti pagani verso qualcosa “di più”? E non sono domande che valgono solo per la Wicca, ma per tutte le nuove religioni. Religione e spiritualità sono due cose diverse, e per quanto possiamo avere sette miliardi di spiritualità diverse, non possiamo avere sette miliardi di religioni. Non è proprio fattibile.

Quindi. Ai posteri l’ardua sentenza. E io dovevo fare un post sui pagani di ieri e di oggi e ho la vaga sensazione di essere finita fuori tema. Spero di non aver offeso nessuno, non era assolutamente mia intenzione. Ma se ho acceso una lucina nella testa di qualcuno…ben venga.

44 days of Witchery: Day 20 – A picture of a tarot or oracle card, and its meaning

Pubblicato gennaio 9, 2013 da rollystardust

20 – Una foto di un tarocco o carta da oracolo, e il suo significato.

Arcano XII: L’Appeso

Nel suo significato più profondo, l’Appeso, dodicesimo Arcano Maggiore dei Tarocchi, indica colui che riceve l’iniziazione: non l’Iniziato ai misteri (rappresentato invece dal Bagatto), ma colui che è ancora sulla via dell’apprendistato. Questo significato particolare appare immediatamente chiaro a coloro che hanno un po’ di dimestichezza con la mitologia nordica: il rimando, infatti, è al mito di Odino che si sacrifica a se stesso e per nove giorni e nove notti rimane appeso a un albero, al termine dei quali riceve la Conoscenza, sottoforma delle ventuno rune.

Inoltre, osservando la carta, vediamo che l’uomo, nonostante la sua posizione non certo piacevole, mostra sul volto un sorriso enigmatico, decisamente il contrario di ciò che ci si aspetterebbe. Infatti, un’altro dei significati attribuiti alla carta è ciò che non ci si aspetta. Implica che per raggiungere la conoscenza bisogna guardare le cose con una prospettiva diversa, anche a livello emotivo.

44 days of Witchery: Day 19 – Fire element

Pubblicato gennaio 7, 2013 da rollystardust

19 – L’Elemento Fuoco

Che bruci!

Per questo incantesimo vi serve un calderone o una pentola che possa contenere del fuoco, e…il fuoco. Potete scegliere di mettere dell’alcol dentro il calderone e dargli fuoco (fate attenzione a non bruciarvi) o mettere una o più candele sul fondo e accenderle con uno stecchino, tipo quelli degli spiedini (io consiglio tre tealight disposte a triangolo). Il colore delle candele è a scelta, a seconda di quello che vi serve.

Lo scopo dell’incantesimo è liberarvi di qualcosa: che sia una cattiva abitudine, una periodo di sfortuna, un difetto personale, dei brutti ricordi o addirittura per far sparire il dolore di un cuore spezzato, lo scopo è quello di togliervi un peso. (Ora che ci penso, chissà se può funzionare come rituale di guarigione?). Disponete il calderone e il fuoco al suo interno (alcol o candele che siano) e accendete. Prendete un foglietto di carta e scrivete la cosa di cui vi volete liberare. Caricate il foglietto riversando tutto il dolore, le cattive emozioni che provate riguardo a quella cosa, mentre osservate le fiamme. Quando sentite che avete riversato tutto nel foglietto, prendetelo tra due mani e stracciatelo con forza, quante volte volete. Lanciate i pezzi di carta nel fuoco e osservateli bruciare, mentre sentite che ciò che vi ha oppresso sparisce per sempre. Ripetere se necessario.

N.B: fate attenzione a non dare fuoco alla casa.

44 days of Witchery: Day 18 – Have you had any paranormal experiences?

Pubblicato gennaio 3, 2013 da rollystardust

18 – Hai mai avuto esperienze paranormali?

Ero andata in Sicilia, a trovare il mio ragazzo. Quella notte lui era al lavoro e io ero andata a dormire da sola. Mi sveglio nel cuore della notte. Dopo un po’ che mi rigiro nel letto cercando di addormentarmi, sento la porta giù dalle scale che si apre. “Oh, è lui finalmente” penso. Sento i passi sulla scale e la porta che si apre. Poi altri passi che arrivano fino alla porta della camera e lì si fermano. Nessuna luce accesa, niente di niente. Dopo un po’ che non succede niente…no, non mi alzo per andare a vedere. Accendo la luce del comodino e resto sveglia fino al ritorno di Sascha. Vi giuro che è tutto vero. ç_ç

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