Tell The Owl – Argomento ⑤: Divinazione

Pubblicato novembre 26, 2012 da rollystardust

Non vedevo l’ora di arrivare a questo argomento! Uno dei miei preferiti in assoluto. Quest’oggi si parla di Divinazione.

La divinazione è stata la mia prima pratica magica, e l’unica che riesco a effettuare allo scoperto senza dovermi preoccupare. Come ho già detto in altri post, cominciai all’età di 10 anni, quando comprai in edicola un numero delle WITCH che aveva un mazzo di carte divinatorie con relative istruzioni. Fu una specie di amore a prima vista: il mazzo (che conservo ancora, anche se ho perso le istruzioni) era molto carino, e mi dilettavo spesso e volentieri a fare domande sulla scuola e sul ragazzo che mi piaceva (classico). Nel corso degli anni a quel mazzo se ne aggiunsero molti altri (i mazzi della collezione De Agostini o qualcosa di analogo, l’Oracolo dei Maya, le carte degli elfi) fino ad arrivare al mio primo, e finora unico, mazzo di Tarocchi: disegni un po’ “scrausi”, sintetici, colorati, squadrati, insomma, non proprio delle opere d’arte, ma sono il mazzo che utilizzo di più e che cambierò solo quando saranno completamente inutilizzabili. Amo tantissimo quelle carte, le ho da non so più quanti anni, e ogni volta che viaggio le porto con me. Le utilizzo spesso e volentieri, sono come delle amiche fidate, che mi aiutano molto nell’introspezione e nella ricerca di me stessa. Uso ancora il libretto quando le consulto, ma ormai vado talmente a intuito che lo guardo pochissimo. Sono talmente legata ai Tarocchi che sto scrivendo un romanzo basandomi su tutte le 78 carte (una cosa allucinante e complicata, di quelle che piacciono a me). Ho tutto un mio metodo, che in realtà utilizzo con quasi tutti miei mazzi di carte: mischio le carte sette volte, le taglio, giro di 180° uno dei mazzetti, li rimetto assieme e li mischio altre tre volte. Perchè? Perchè mi piace, mi aiuta a concentrarmi. Per quanto riguarda la stesura, nel caso dei Tarocchi, dopo anni passati a utilizzare le stesure degli altri, adesso utilizzo una stesura molto semplice ma che trovo perfetta:

Le Cinque Carte

E’ molto semplice in verità: si tratta di mettere cinque carte in una fila orizzontale. La prima sarà al centro, e costituirà il punto focale della domanda, il presente o il consultante. La seconda carta verrà posizionata a sinistra di quella centrale, e la terza a sinistra della seconda. Queste due carte rappresenteranno il passato, gli eventi che hanno portato al problema o una delle scelte possibili del consultante (vanno lette insieme). Le ultime due carte verranno messe a destra di quella centrale, e rappresentano il futuro, o l’altro “ramo” di scelte che ha a disposizione il consultante. 

Detta così sembra molto complicata, ma in verità è una stesura molto flessibile, che può essere usata per qualsiasi tipo di richiesta: basta ricordare che si può leggere fondamentalmente in due modi, o lineare (dove le prime due carte sono il passato, la centrale il presente e le ultime due il futuro), o simmetrico (con il fulcro al centro e i due blocchi in contrapposizione), anche se può succedere che le carte di presentino in “blocchi interpretativi” di due e tre carte, mi è successo una volta e effettivamente avevo ragione. Personalmente non credo che sia una stesura che possa essere usata da principianti, a meno che non si dichiari prima in che modo si leggeranno le carte. In ogni caso la trovo molto utile, anche se non è così originale. Comunque se avete domande chiedete!

Un altro metodo divinatorio che uso sono le Carte degli Elfi: sono un mazzo di carte molto carino, che mi venne regalato da mia zia anni fa, e che utilizzo solo quando sono particolarmente scoraggiata o confusa per qualcosa. In quei momenti mi siedo sul letto, prendo le carte e la spargo davanti a me, svuoto la mente e ne scelgo una: una volta presa la carrta prima la guardo per un po’ cercando di capire cosa vuole dirmi, poi consulto i significati sul libro. E’ un metodo per capire meglio cosa voglio fare e per aiutarmi a ritrovare quel minimo di tranquillità che mi serve.

Oltre alla Cartomanzia, che resterà sempre il mio grande amore, utilizzo spesso e volentieri il pendolo: il mio è una semplice sfera di vetro rinchiuso in una struttura di metallo a punta (ve lo traduco in maniera semplice: è il cuore di Kandrakar. Vedete che quel fumetto mi ha segnato a vita). E’ un metodo che uso a periodi, ogni tanto lo uso per cercare oggetti (che nel marasma della mia stanza per trovare le cose ci vuole veramente la mano degli Dei), ma non sono ancora molto precisa. Lo uso quando mi serve una risposta precisa, o unito agli schemi del Libro del pendolo o come cavolo si chiama (che ha un sacco di schemi utili oltretutto), ma ammetto che ancora non riesco a capire quando lo sto influenzando e quanto. Insomma, devo farci ancora un po’ di pratica.

Abbiamo poi le rune, che mi sono costruita da sola (con la pasta di sale), e che ho cominciato a utilizzare da pochissimo. mi ispirano molto e sento che mi daranno grandi soddisfazioni, già solo il farle da me mi ha veramente entusiasmato.

Oltre a questi metodi, ho provato la Chiromanzia, che per me è veramente complicata, la geomanzia, lo scrying con l’acqua (che questo veramente, no, non c’è verso, non ci riesco proprio), gli I-Ching e la caffeomanzia che devo approfondire, e l’oniromanzia.

Sull’oniromanzia apro un capitolo a parte: io ho spesso e volentieri dei sogni premonitori, solo che trattano generalmente di…idiozie. Traduco: non sogno momenti topici tipo la morte di una familiare, qualcuno che si sposa, insomma,  momenti importanti. Sogno momenti piuttosto banali, tipo mia zia che discute con mia mamma sull’aspirapolvere da regalare a mia nonna nel salotto di casa mia, o cose simili: sogni che possono sembrare dei sogni normali, ma che finiscono con l’avverarsi in ogni particolare, uguali e precisi. Il bello è che quando me ne rendo conto, con quella caratteristica sensazione di deja-vu, mi ricordo perfettamente di aver sognato quella scena. Solo che oltre a questo non riesco a fare. Non ho neanche cominciato a scrivere i sogni su un quaderno (o meglio, avevo cominciato, ma quando me li ricordo devo scrivermi tutti i particolari e ammetto che ci metto un casino e mi passa la voglia…sì, sono una persona orribile). In ogni caso mi sa che troverò un quadernino e ricomincerò, perchè mi sa che mi servirà molto.

In coda a tutto questo, voglio dire due parole sul fare divinazioni per conto di altri: io le faccio, a volte anche quando il soggetto è ignaro e assente (che mi rendo conto che non è molto etico, ma a volte mi serve per capire delle persone con cui ho a che fare o per mie amiche per cui sono preoccupata. Quando faccio così, però, le mie labbra sono sigillate), non mi sono mai fatta pagare nella maniera più assoluta, non lo ritengo corretto e penso che specularci sopra sia anche troppo facile. Voglio dire, una volta ho visto una locandina che pubblicizzava una che leggeva le carte e chiedeva 40 euro. 40 euro? Per una stesura? Sei scema? Al massimo ti offro un caffè.

Direi che ho finito, almeno credo. Ci risentiamo al prossimo Gufo!

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