Tell The Owl – Argomento ③: Leggi morali ed etica della magia

E siamo a tre. Questo argomento davvero è stato un mezzo parto.

Partiamo dalla celeberrima Legge del Tre:

Stai attento alla Legge del Tre, è fatale,

ritorna tre volte sia il bene che il male

Personalmente ritengo che sia una cosa insieme ovvia e contemporaneamente senza senso. Mi spiego meglio: il fatto che a ogni azione corrisponda una reazione o conseguenza, non è solo una considerazione coesistente in ogni essere umano fin dalla più tenera età (se metto a posto la mia stanza, la mamma mi dà un premio), ma è anche una delle leggi fondamentali della fisica, il principio di azione e reazione. 

A ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Tradotto, una buona azione ti riporterà indietro una quantità di “bene” identica a quella che tu hai portato. E viceversa. Punto.

E qui viene la parte senza senso: le legge del Tre dice che ti ritornerà indietro qualsiasi cosa moltiplicata per tre. E qua io mi chiedo: ma perchè per tre? Perchè faceva figo? Sì ok, il tre è il numero magico per eccellenza, ma non è l’unico: anche il sette e il nove lo sono, tanto per citarne due! Anche il 101 ha una valenza magica! Allora perchè non ritorna per cento e uno volte? Perchè tre? Chi l’ha calcolato? Su quali basi?

Ergo, personalmente, più che alla legge del tre, mi appello al suddetto di principio fondamentale della fisica: ad ogni azione corrispondono determinate conseguenze, buone o cattive che siano. Non perchè la Legge del Tre non possa avere un proprio senso, ma perchè personalmente non mi piace l’idea di essere punita o premiata a seconda di quello che faccio, perchè se no va a finire che faccio le cose per evitare la punizione, e allora non ha senso. E’ un ritorno al cristianesimo secondo me.

“Fai quello che vuoi” è il mio motto dai tempi in cui l’ho letto nella Storia Infinita e ne ho compreso il significato, che non è “fai quello che ti pare” ma “segui la tua Vera Volontà”, che è decisamente differente e molto, molto difficile (come Bastiano impara a proprie spese).

Riguardo alla questione malocchi e maledizioni, la mia opinione è: “dipende”. Se hai deciso di punire chi ti ha fatto un torto, liberissimo. Ma quel torto val la pena di essere punito? Vale la pena di sopportare le conseguenze che ci saranno (e ci saranno) dopo un gesto del genere? E si è pronti ad accettare quelle conseguenze, pur di portare giustizia? Se la risposta a queste domande e un grosso e sonoro SI’, allora prego, sono d’accordo. Ma se la risposta è, sinceramente e obiettivamente, un NO, e vai avanti lo stesso, allora ti dico, caro il mio aspirante Vendicatore, che sei un cretino. Ma spassionatamente. Perchè? Perchè è un comportamento da immaturi e idioti. Già una maledizione è una cosa obiettivamente difficile, sia da fare che da gestire, se poi lo fai perchè il tuo vicino sull’autobus ti ha sporcato le scarpe, allora sei proprio masochista. Fattelo dire.

Ultimo punto, il fare magie per conto o su altri: io non mi faccio problemi a fare magie su altre persone, se l’obiettivo della magia è positivo. Magari cerco di non essere troppo specifica, visto che non sono nella testa degli altri, ma se vedo che un mio caro amico sta cercando disperatamente lavoro e fa fatica a trovarlo, magari un aiutino glielo dò. Certo, se la persona in questione sa del mio percorso, magari prima glielo chiedo, se vuole un aiuto, e se mi dice di no amen. Anche qua dipende dalla situazione.

La magia è potere, un potere immenso e meraviglioso, che chiunque dovrebbe aver il diritto di conoscere e praticare, ma come ogni potere comporta delle responsabilità, e ci si rivolterà contro se penseremo di poterla sfruttare impunemente per ottenere quello che vogliamo.