Tell The Owl – Argomento ②: Antenati

Se si tratta di antenati e culto dei morti, personalmente sono molto impreparata.

Sono sempre stata dell’idea che i morti andassero lasciati in pace (Parce sepulto dicevano gli antichi, anche se in un altro senso), e quindi non ho ancora avviato una pratica vera e propria con loro, e non so neanche se lo voglio fare a essere sincera: il mio problema è che ho una paura folle dei fantasmi, e quindi prima di fare qualsiasi cosa che riguardi il mondo degli spiriti voglio informarmi per essere sicura di non fare stupidaggini (anche se dubito che un semplice culto dei morti possa attirare spiriti maligni, ma se sono sicura sono anche più tranquilla, quindi male non fa).

I miei nonni sono vivi tutti e quattro, e quindi ho modo di conoscerli e parlarci, soprattutto i miei nonni materni, che vivono proprio sopra di me. Per quanto riguarda i nonni paterni, vivono in Veneto e li andiamo a trovare almeno una volta l’anno, quindi non li vedo spesso.

Ho anche avuto la fortuna di conoscere la mia bisnonna, la madre della mia nonna materna, una matriarca di quelle di una volta, tanto che le sue figlie le davano del lei. Era una gran donna, è morta qualche anno fa alla veneranda età di 98 anni.

In quanto ai bisnonni, so poco, in particolare del marito della nonna di cui sopra, me lo ricordo vagamente perchè è morto che avevo cinque anni, ma a parte il nome nisba. Delle altre bisnonne pure il nulla, in effetti è brutto ma non ho mai chiesto, così come per il bisnonno paterno (tutti e due).

Del padre del mio nonno materno ho saputo qualcosa di più, ed era un personaggio nel vero senso della parola: a quanto pare era soprannominato “Il Conte” perchè vestiva sempre elegante e se andava in giro con un bastone. Frequentava gente strana, ragazze giovani (no, non le frequentava in quel senso credo) ma era un tipo fantastico: quando stava per morire è scappato dall’ospedale perchè lui lì non ci voleva stare. Tanto per dirne una. Ma ne ha fatte veramente di cotte e di crude.

Anche se non l’ho mai conosciuto (è morto che non avevo neanche un mese), a “pelle” mi sa di simpatico, e per certi versi me lo sento più vicino degli altri, forse perchè in un qualche senso mi somiglia. Almeno credo.

Altri lutti in famiglia ne ho avuti, uno in particolare era uno dei cugini di mia mamma: era un ragazzo simpaticissimo, appassionato di astrologia. Non abbiamo avuto molti contatti, ma a volte mi manca chiacchierare con lui.

Fin adesso l’unica forma di culto dei morti è stata accendere le lanterne a Samhain, per guidare gli spiriti nel loro viaggio verso la Terra d’Estate.

Insomma, c’è ancora molto da lavorare…

(ps: la foto l’ho trovata su internet).

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