Nonne, altari e piante da annaffiare

E poi uno si chiede…perchè.

Perchè diavolo una donna di quasi 80 anni dovrebbe farsi le scale tutti i santi i giorni per scendere dalla figlia a mettere in ordine la casa. Nonostante la presenza di un essere umano denominato nipote (cioè io) nella casa stessa.

Ora. Io capisco che siamo disordinati e tutto (a proposito, devo dare l’acqua alle piante), ma già devi pensare alla tua di casa (che pulisce da cima a fondo tutti i santi giorni. Ma dico io, se per un giorno non lavi il pavimento non succede niente!) che cavolo ti vieni a impicciare della nostra? E lo fa con le buone intenzioni e tutto, ma a me salta la pazienza!

Che poi più uno mi dice di fare una cosa e io meno la faccio. Non è ripicca, giuro. E’ atavico. Non mi si può dire quello che devo fare, va a finire che non faccio niente. E vale per tutti, Sascha compreso (che poi delle volte ha una pazienza da santo con me quel ragazzo. Anche se forse il paragone lo offenderebbe)

Ieri sono  stata all’Ikea con mia zia e il bambino. Lasciando perdere Dylan, che è un altro che da solo è un attentato alla mia salute mentale, sono riuscita a comprare un paio di portacandela per l’altare. Altare che non ho, ma che forse sono riuscita a trovare un posto dove piazzarlo. Resta da dirlo ai miei. Tutta la faccenda dell’essere pagana, intendo. Tornano stanotte da Minorca, e prima di fare qualsiasi cosa glielo devo dire. Credo. Ammetto che l’idea non mi entusiasma, anche se è una questione di correttezza. Magari l’altare lo metto senza dirgli niente. Tanto non salgono mai. Magari lo lascio un po’ anonimo. Tanto credo che mia mamma abbia visto qualche libro di Cunningham che lasciato sul comodino prima di partire. E penso che mio padre sospetti. Ma ovviamente nessuno parla. E quando mai.

Mi manca Sascha. Mi manca sentirlo tra le mie braccia, morbido e peloso come un orsacchiotto (che detta così sembra brutta, ma per me è una sensazione magnifica). Mi manca essere abbracciata da lui, con quelle braccia forti. Dei, mi mancano anche i morsi e i pizzicotti e i centinaia di succhiotti che mi lascia sul collo che sembra che mi ha aggredito un vampiro. Mi manca il suo odore, cavolo. E sono tornata su una settimana fa. E prima di rivederlo devo aspettare altri due mesi. Ma il cameriere non poteva farlo a Milano, porca miseria? (domanda retorica, ovviamente. Se c’era lavoro è ovvio che restava su)

Almeno si sta prendendo la patente. E meno male. Così finalmente quando usciamo posso bere. E’ brutto guidare quando esci, puoi prenderti solo succhi di frutta. Non che io sia una patita dell’alcool, però ogni tanto non mi dispiacerebbe. Poi con la scusa che mi scarrozza lui posso restare a dormire da lui qualche volta, invece di guidare alle quattro di notte.

Comunque in questo periodo sono sensitiva come un mattone. Solo con i tarocchi riesco a combinare qualcosa, perchè li conosco da una vita ormai. Anche se non ricordo mai tutti i significati, ma ormai li interpreto a istinto. Tipo l’altra sera, quando ho invitato le ragazze a casa. E’ stato carino, era un po’ che non le vedevo. Da quando siamo andate a Gardaland in realtà.

Bon, è il caso che vada a sistemare. Magari provo il mobiletto che voglio usare come altare, vedo se ci sta. Magari prima mangio. Anche se non ho molta fame a dire la verità. Ma se non mangio la nonna si offende.

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